Dieci proposte per i fondi Cariplo  La Ticosa non c’è

Dieci proposte per i fondi Cariplo

La Ticosa non c’è

Quattro progetti sono per il capoluogo ma dell’area di via Grandi non si è nemmeno parlato. Dall’università ai lampioni intelligenti fino ai Plinii

Sfilano dieci progetti per i fondi emblematici della Fondazione Cariplo al Tavolo per la competitività e lo sviluppo. Ne manca all’appello uno: proprio quello dell’ex Ticosa, presentato da “Officina Como” al Comune.

Insieme, questi progetti che bussano al bando “pesano” 25 milioni. Ieri a Villa del Grumello sono stati illustrati dai diversi proponenti con una scheda sintetica. Un assaggio per tornare a confrontarsi poi nel merito il 18 febbraio. La partita si chiuderà poi il 28 febbraio. Va ricordato che non è il Tavolo – coordinato da Annarita Polacchini - il soggetto giuridico che deve depositare i progetti per ambire ai 5 milioni della Fondazione Cariplo. Questo, casomai, è il luogo del confronto e c’era attesa per l’ex Ticosa su cui Officina Como ha proposto un ampio piano che parte dall’hub della creatività e arriva all’housing sociale da una parte.

Dall’altra - visto che non è arrivata la benedizione del Comune anzi si sono susseguite le tensioni - quest’assenza era prevedibile. Certo, il tema nemmeno è stato sfiorato ieri a Villa del Grumello, dove c’era anche il sindaco Mario Landriscina oltre ad altri amministratori della zona. Ciò non significa che il progetto sia perduto o non possa essere avallato in extremis. Altra precisazione: la somma di 5 milioni può andare a una singola opzione oppure essere suddivisa, con un minimo di 1 milione. Tra le caratteristiche indicate, un’impronta innovativa e sociale. Sul piatto inoltre ci sono 3 milioni della Regione.

Ma quali sono allora i progetti ufficialmente venuti alla luce? Corre una doppia varietà: sia di tematiche sia di dettagli. Alcuni piani, cioè, avevano una buona base di informazioni, altri un corredo più scarno. In cinque minuti ciascuno doveva essere spiegato alla platea.

Nel capoluogo c’è il recupero del “Museo Plinii” a cura di Fondazione Volta e Accademia, con costi pari a 1 milione e 250mila euro. Ancora Fondazione Volta punta sul percorso “Verso Como smart city”, con la creazione di una rete indipendente e di servizio. Si tratta di un progetto nel segno della smart city, con 500 lampioni che si spengono e accendono in modo intelligente, questo attraverso una mappatura virtuale della città e una App. Costo, un milione.

Ancora, c’è un progetto in realtà duplice per l’Università dell’Insubria: recupero del parco scientifico (3,5 milioni) e area magna di 450 posti (4milioni). Insomma, da una parte posteggi e aree espositive, dall’altra dare respiro allo spazio della biblioteca umanistica.

Poi ci si sposta dal capoluogo. Ad esempio, con la strada Regia a Blevio da ripristinare, costo 1.300.000 euro. Ancora, la casa dell’arte di Cermenate; la residenza per 12 persone di Cascina Cristina, impegnata a fianco dei bambini con patologie autistiche; il Museo della Barca lariana a Pianello del Lario; il Sacro Monte di Tremezzina con un progetto di ospitalità, la scuola multimediale di scenografia a Erba e infine Make Como. Quest’ultima proposta (3.700.000 euro) unisce otto Comuni, la Provincia e Lariofiere per sviluppare un distretto culturale “evoluto”, ovvero mettendo al centro le identità anche merceologiche delle diverse località. Dal cotone al cemento, dai vimini all’innovazione.


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