Emergenza coronavirus  Buoni spesa, a 148 Comuni   3,4 milioni per il Comasco
Mauro Guerra presidente Anci Lombardia e sindaco di Tremezzina

Emergenza coronavirus

Buoni spesa, a 148 Comuni

3,4 milioni per il Comasco

Ordinanza della Protezione Civile per la ripartizione degli aiuti alle famiglie più povere e in difficoltà. Si va dai 437mila euro di Como, passando per i 212mila di Cantù, fino a Zelbio con 1129 euro. Nulla a chi ha già sussidi

Da Roma arriveranno 3,4 milioni di euro destinati ai 148 Comuni della provincia di Como in base ai criteri del numero di abitanti (80%) e del minor reddito pro capite del Comune rispetto al reddito medio nazionale (20%).

Niente soldi in contanti

Si va, per intenderci, dal capoluogo con i suoi 82mila abitanti a cui andranno 437mila euro fino a Val Rezzo: 2mila euro per 164 abitanti. In virtù dei due criteri a prendere meno è però Zelbio: 1.100 euro per 199 abitanti. Le amministrazioni comunali si sono attivate per definire le modalità di erogazione dei fondi e la platea di beneficiari che, come viene chiarito dal decreto, non devono essere destinatari di altri contributi pubblici, primo fra tutti il reddito di cittadinanza. Il presidente di Anci Lombardia, Mauro Guerra dopo una giornata di videoconferenze con Roma e Milano, ha inviato a tutti i Comuni una circolare con le linee guida a cui attenersi. «Questi fondi - commenta Guerra, che è anche sindaco di Tremezzina - servono per sostenere le esigenze alimentari e di beni di prima necessità delle fasce più esposte alla grave emergenza che stiamo vivendo, servono per intervenire con urgenza e in attesa di ulteriori misure. Misure che, necessariamente, dovranno anche tenere conto della specifica gravità della situazione di molte zone della Lombardia». Un primo passo. «È evidente - prosegue - che non sono una risposta al tema, ma un modo per rispondere ai bisogni immediati. Sulle misure più corpose destinate all’economia, ci attendiamo che ci siano diversificazioni perché, in questa vicenda, la Lombardia non è il resto d’Italia». Ora l’obiettivo è quello di destinare ai più bisognosi questa prima tranche economica. «Su richiesta di molti amministratori - aggiunge Guerra - come Anci Lombardia abbiamo lavorato ad alcune linee guida che consegniamo ai sindaci perché ne possano trarre le indicazioni che riterranno più adeguate alle loro realtà».

In particolare nelle indicazioni si parla dell’acquisto di buoni spesa «utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun Comune nel proprio sito internet». Le amministrazioni potranno concordare con le attività anche sconti su particolari generi alimentari. I beneficiari verranno individuati attraverso i Servizi sociali che valuteranno anche l’ammontare dei buoni e la periodicità. Secondo Anci i prodotti di prima necessità comprendono prodotti alimentari base (ad esempio pasta, riso, latte, farina, olio, frutta e verdura, zucchero, sale, prodotti in scatola) con l’esclusione di alcolici e superalcolici e, vista l’emergenza sanitaria, si possono includere anche prodotti di base per l’igiene personale e di base per l’igienizzazione degli ambienti. Prevista anche, sempre oggetto di valutazione da parte dei Servizi sociali, la particolare situazione familiare: minori, persone malate, famiglie monoreddito, disabili, vittime di violenza.

A Como città il vicesindaco Adriano Caldara spiega che «sono state fatte delle prime valutazioni in stretta relazione con il sindaco e sono state fatte alcune ipotesi, ma attendiamo la griglia di indicazioni da parte di Anci in modo da poter applicare dei criteri il più possibile uniformi. Crediamo poi che questi aiuti debbano durare per qualche tempo perché l’emergenza non si esaurirà a breve». La giunta, convocata per giovedì, procederà alla variazione di bilancio in modo da avere subito disponibili i fondi. Dal Comune hanno precisato che «non saranno distribuite somme in contanti» e che «sarà cura dell’ufficio Servizi Sociali individuare la platea dei beneficiari ed il relativo contributo per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali».

Le reazioni politiche

Ieri sono arrivate anche le prime reazioni politiche al provvedimento. Il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi, esponente di Forza Italia parla di «misura nel merito giusta perché é inevitabile che nelle prossime settimane escano esigenze di prima assistenza anche in nuclei familiari ad oggi sconosciuti ai servizi sociali». Parla però di «risorse insufficienti se considerate una tantum perché, a spanne, bastano per 30 giorni». Dalla Regione ieri sono state approvate dalla giunta anche misure di sostegno ai mutui sulla prima casa e per la didattica a distanza alle famiglie lombarde per un totale di 16 milioni di euro.

Il deputato del Movimento 5 Stelle Giovanni Currò plaude a «un altro primo atto di vicinanza a chi è in difficoltà, coinvolgendo i sindaci, operatori sul campo che conoscono caso per caso i nuclei familiari in difficoltà». Dal canto suo il segretario provinciale del Pd Federico Broggi parla di «risorse per i più bisognosi che, fino a qualche settimana fa, non avrebbero chiesto aiuto ma che, adesso, con il supporto dei servizi sociali di ogni Comune potranno beneficiare di buoni da centinaia di euro per la propria spesa».


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