Ferriera di Dongo, altra fumata nera   E per 150 famiglie rimane l’incertezza
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Ferriera di Dongo, altra fumata nera

E per 150 famiglie rimane l’incertezza

Dongo Quattro manifestazione di interesse ma una sola offerta concreta per rilevare l’azienda

Ma per il commissario non è “congrua al valore”. Il sindacato preoccupato per i lavoratori

Quattro manifestazioni di interesse, una sola offerta concreta, ritenuta peraltro “non congrua al valore dell’azienda” dai commissari. Fumata nera, insomma, per la vendita di Isotta Fraschini, la società superstite della gloriosa Falck di Dongo. Saint Jean Industrie, Scm, società che realizza macchinari per la lavorazione, con sede a Rimini, e Iamet srl non hanno concretizzato il manifestato interesse iniziale con un’offerta concreta.

L’unica busta con una cifra in euro presentata, alla fine, è stata quella di Elecpro International investment holding, società cinese che comprende anche l’austriaca Steyr Motors Gmbh. Ma l’offerta, come si diceva, è risultata di parecchio al di sotto delle aspettative. Considerata la delicata situazione di Isotta Fraschini, sull’orlo del fallimento, con i capannoni facenti parte di Dongo srl, società del gruppo Casti già fallita in precedenza, e con difficoltà oggettive a saldare gli stipendi dei lavoratori, i commissari incaricati della gestione provvisoria non hanno concluso la trattativa.

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