I barcaioli del lago di Como  Racconti del Romanticismo
La scrittrice Ketty Magni trae spesso ispirazione dal lago di Como per i suoi romanzi (Foto by Courtesy di Ketty Magni)

I barcaioli del lago di Como

Racconti del Romanticismo

Si deve anche a Lady Morgan, il successo del Lario nel mondo anglosassone

A margine dell’uscita di “Enjoy Como”, un articolo esclusivo di Ketty Magni

È in edicola, dal 14 giugno, a 2,70 euro + il prezzo del quotidiano, la rivista bilingue di turismo “Enjoy Como” del quotidiano La Provincia. Nell’occasione, abbiamo chiesto ad alcuni scrittori di parlarci del proprio lago o del Lario letterario, dal proprio punto di vita. Ketty Magni, autrice di best seller come “Rossini, la musica del cibo” (Cairo, 2018) e di “Manuale di scrittura creativa” (Bellavite, 2018), tra i protagonisti del festival letterario “Parolario” di Como (20-29 giugno), racconta lo sguardo lariano dell’irlandese Lady Morgan, prima autrice di un manuale turistico anglosassone con protagonista il lago di Como.

di Ketty Magni

La naturale bellezza dello scenario e il clima mite del lago di Como colpiscono lo spirito curioso di Lady Morgan, che da viaggiatrice scrupolosa è pronta ad annotare nel suo taccuino le esperienze di viaggio, definendo il luogo come Eden di Lombardia. Nel suo libro “Italy”, pubblicato nell’anno 1821, la scrittrice irlandese si preoccupa di descrivere non solo l’amenità del posto, ma anche le usanze, la lingua, lo stretto dialetto comasco dei ciarlieri barcaiuoli del lago, paragonati ai gondolieri di Venezia, che le risulta di difficile comprensione, a parte quel “Senti signora” pronunciato all’inizio e alla fine dei loro vivaci racconti durante il tragitto per accompagnare la viaggiatrice e il marito, Thomas Charles Morgan, filosofo e stimato chirurgo, nominato cavaliere per i meriti professionali conseguiti. Per gli orgogliosi barcaiuoli, quel ramo di lago, attraversato da antiche popolazioni, è importante quanto il profondo Atlantico. Con piglio deciso, Lady Morgan, nom de plume di Sydney Owenson, scruta le rive da Como a Cadenabbia, dove sorgono eleganti edifici di nobili signori milanesi. Ammira la magnificenza dei giardini e le decorazioni della Villa del Conte Sommariva (oggi Villa Carlotta) e, sulla sponda opposta, la dimora del Duca de Melzi. Ha l’onore di essere ospitata a Villa Tanzi, nelle vicinanze della celebre Pliniana, a Torno, e a Villa Balbianello, all’epoca proprietà del conte Porro, collocata su un promontorio sporgente che, annota Lady Morgan, offre nel portico aperto un’incantevole visione del lago da entrambe le parti. Dal carattere romantico e pittoresco dei paesi, abbelliti da campanili che rallegrano l’atmosfera con il suono delle campane, l’attenzione della scrittrice si rivolge ai villaggi rurali situati sopra le rive. Qui, le donne portano pesanti gerle sulle spalle e si spostano lungo ripidi pendii fino ai terrazzi orizzontali, dove crescono la vite e l’ulivo. Spesso restano sole a crescere i bambini, perché i loro uomini sono costretti a emigrare per trovare lavoro. Non si smentisce mai Lady Morgan e, con l’arma della penna, è capace di raccontare in questo diario di viaggio la sua posizione ideologica a difesa dell’emancipazione femminile.

Qualche anno più tardi, al Balbianello, tra i medaglioni con il biscione, simbolo nobiliare del casato, si affaccia alla balaustra verso il lago una delle figure più significative del nostro Risorgimento: la marchesa Costanza Trotti Bentivoglio, appena diciassettenne convolata a nozze con il cugino Giuseppe Arconati Visconti. La gentildonna, graziosa e colta, durante la villeggiatura resta in attesa di ricevere gli ospiti intellettuali nel salotto, mentre il suo cuore palpita per la libertà e per amore. Alla sua penna, affida pene segrete e con una distinta grafia allungata e obliqua non si stanca di scrivere lettere, farcendole di notizie storiche e di patriottismo, convinta a seguire gli insegnamenti del padre, tratti dal suo diario: “Le idee, qualunque siano, si combattono con altre idee e non a sciabolate!”. Con il marito lascia l’Italia, e si trasferisce prima a Parigi e poi al castello di Gaasbeek, ereditato dallo zio di Giuseppe. Costanza è una donna carismatica, che scatena la passione di Giovanni Berchet, precettore del figlio primogenito Carletto, pronto a confidarle in un’epistola di provare una certa simpatia per lei e a sbandierare pubblicamente dediche a esergo dei suoi libri. In bilico tra amicizia e amore, tra gelosia e timore etico, il loro rapporto si conclude. Il ritorno dall’esilio americano di Pietro Borsieri rende felice la nobildonna, che con lui condivide intensi momenti sentimentali, oltre alle idee patriottiche. Milano è in fermento nell’anno 1848; Costanza, il marito e gli amici intellettuali si schierano contro gli Austriaci, illudendosi in un cambiamento del Regno Lombardo Veneto. Tuttavia, le lotte tra le barricate erette dai milanesi non portano l’esito sperato. Il Borsieri, abituale ospite di sua sorella a Villa Monastero a Varenna, solca le onde del lago, mentre Costanza attende che la sua barca attracchi al Balbianello, osserva il volo dei gabbiani e sogna la libertà.

TRADUZIONE

Translation by Francesca Panteghini and Noemi Rosa

The natural beauty of the scenery and the mild climate of Lake Como do not fail to impress the inquisitive mind of Lady Morgan who, being a meticulous traveller. in her travel journal dubs it “Eden of Lombardy”. In her book ‘Italy’, published in 1821, the Irish writer describes not only the amenities of the area, but also the local habits, language and even the thick dialect spoken by the chatty boatmen of the lake, whom she compares to Venetian gondoliers. The dialect proves hard to understand, except for that ‘Senti signora’ prefacing the boatmen’s animated narratives as they ferry the writer and her husband Thomas Charles Morgan, a philosopher and distinguished surgeon who has been knighted for his professional services, across the lake. To the proud boatmen, that branch of the lake, navigated by populations of old, is as important as “the steep Atlantic”. With her customary decisiveness, Lady Morgan, nom de plume of Sydney Owenson, scrutinizes the luxurious retreats of noble Milanese families between Como and Cadenabbia. She admires the magnificence of the gardens and the decorations of Count Sommariva’s villa (now known as Villa Carlotta) and, on the other shore, the abode of the Dukes of Melzi. She is a guest at Villa Tanzi, in Torno, close to the celebrated Villa Pliniana, and at Villa Balbianello, at the time property of Count Porro. The latter stands on a jutting headland, which - says Lady Morgan - affords from its open porch “an enchanting view of the lake on both sides.” Her attention then turns from the deeply romantic character of the lakeshore villages, which the tolling of the church bells well becomes, to the inhabitants of these rural hamlets: women climbing the steep slopes while carrying heavy baskets of earth to form a terrace and plant a vine or an olive tree. The women are often left behind to raise the children as the men are obliged to emigrate to find work. Nor would we expect anything less from Lady Morgan who, with a pen as her weapon, used her travelogue to advocate the emancipation of women.

Some years later, at Balbianello, among the medallions featuring a snake – the coat of arms testifying to the aristocratic lineage of the owners – at the balustrade looking out towards the lake, stands one of the figureheads of our Risorgimento: Marchioness Costanza Trotti Bentivoglio. She was but 17 years old when she married her cousin, Giuseppe Arconati Visconti. This pretty cultivated gentlewoman, who is on vacation here at the villa, is waiting for the distinguished intellectuals she will usher into her sitting room. Her heart is pounding with love and a thirst for freedom. She entrusts her secret pains to her pen and never tires of writing letters in her distinctive slanted script. They are replete with historical information and patriotism as she strives – we learn this from her diary – to follow her father’s teachings, ‘Ideas, whatever they may be, are fought with other ideas not with sabres.’ A few years earlier she had left Italy with her husband and moved first to Paris then to the castle of Gasbeek, bequeathed by Giuseppe’s uncle. A charismatic woman, she stirred a passion in Giovanni Berchet, the tutor of Carletto, her first born. Berchet admitted to his feelings for her in a letter and dedicated to her book upon book. Poised between friendship and love, jealousy and ethical misgivings, their relationship came to an end. It is the return from his American exile of Pietro Borsieri that makes the noblewoman truly happy: theirs is a tender feeling and they are fired with the same patriotic ideas. Milan is up in arms in 1848: Costanza, her husband and their intellectual circle of friends side against the Austrians lulling themselves in the hope that this may lead to the downfall of Lombard-Venetian Kingdom. However, the fights among the barricades put up by the Milanese fail to lead to the awaited result. Borsieri, an habitual guest of his sister’s at Villa Monastero in Varenna, is cutting through the waves, while Costanza, as she waits for his boat to dock, is studying the flight of the seagulls and dreaming of freedom.


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