In Senegal per portare i bimbi a scuola  Gianni Frigerio stroncato da un infarto
Frigerio (al centro, con la maglietta rossa) si trovava in Africa per l’inaugurazione di una scuola (Foto by Butti)

In Senegal per portare i bimbi a scuola

Gianni Frigerio stroncato da un infarto

Il presidente dell’associazione “I bambini di Ornella” ha avuto un malore improvviso - «Lo avevo visto la mattina, sorridente come al solito. Era venuto da noi per tagliare il nastro»

È morto in Senegal Gianpietro Gianni Frigerio, arrivato in Africa per inaugurare, come presidente dell’associazione “I bambini di Ornella”, una nuova scuola materna per la popolazione del luogo.

Lo ha portato via un infarto improvviso. Il 2 novembre, mentre guidava l’auto, ha lamentato un forte dolore. A nulla è servita la corsa verso l’ospedale. Frigerio è spirato poco prima dell’arrivo a Daga Dialaw.

«Siamo sconvolti – racconta dal Senegal Severino Proserpio, fondatore de “Les enfants d’Ornella” – Avevo visto Gianni la mattina. Sorridente come al solito, nulla che avrebbe potuto far presagire una fine simile. Era venuto da noi proprio per tagliare il nastro di questo progetto». Prima di partire, ricorda, aveva detto: «Prendo solo biglietto di andata, forse mi fermo un mese, forse di più, non so». Purtroppo, aggiunge Proserpio, «del biglietto di ritorno non ce ne sarà più bisogno».

Gianni, come lo chiamavano gli amici e i collaboratori più stretti, nel Comasco era conosciuto non solo per il suo impegno nel sociale, ma anche per i tanti anni di attività, anche all’ufficio vertenze, come sindacalista della Cgil. Aveva ricoperto in passato la carica di sindaco di Montorfano.

E ora, in pensione, viveva in provincia, ma il suo cuore era rivolto sempre all’Africa, al Senegal. Da due anni era stato eletto presidente dell’associazione “I bambini di Ornella”.

«Proprio nel momento più duro, quello della pandemia, si è trovato ad affrontare difficoltà pesanti – continua Proserpio – Ma lo ha sempre fatto a suo modo, con il sorriso, con la battuta pronta, cercando di stemperare anche le tensioni». Lo ha fatto quando «ci hanno chiuso il centro “Giovanni Quadroni”, sospendendo le attività a causa del Covid, o quando sono subentrati problemi con l’amministrazione comunale del posto, Gianni è stato in grado di fare cose straordinarie. Ecco, era proprio così, una persona normale che faceva cose straordinarie senza voler apparire. Era un uomo del fare». Insieme, Proserpio e Frigerio hanno condiviso anni, fianco a fianco, nel sindacato.

«Mi mancherà profondamente a livello umano. Sul piano dell’associazione posso solo dire che il vuoto sarà altrettanto incolmabile». Frigerio era arrivato in Senegal «anche per rilanciare progetti e far ripartire le attività, il suo spirito sapeva imprimere entusiasmo e fiducia a tutti. Era un uomo buono, lo dimostra anche il rapporto speciale che aveva con il suo cane Charlie». Se c’era un problema «non si tirava mai indietro anzi si rimboccava le maniche e pensava subito a come risolverlo, trovando il lato positivo di ogni faccenda». La sua morte così improvvisa ha lasciato un segno. «Era uno sportivo, un grande viaggiatore, nessuno si aspettava un dramma del genere».

Ieri a Daga Dialaw è stata inaugurata la scuola materna intitolata a Denise Latini, presente una delegazione di Colle Val d’Elsa, comunità che ha sostenuto l’iniziativa. «Abbiamo fatto tutto in maniera sobria, ma ci siamo detti che Gianni avrebbe voluto così, lui credeva in questo, era impegnato per portare la scolarizzazione in Africa e il suo desiderio sarebbe stato di vedere al più presto aperte ai bambini le porte della scuola».


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