Insulti, sputi e secchiate d’acqua  Anziano a processo per stalking
La vicenda di Manera è finita nelle aule del tribunale di Como

Insulti, sputi e secchiate d’acqua

Anziano a processo per stalking

Lomazzo, a 81 anni sotto accusa per comportamenti persecutori

Una vicenda che si trascina da parecchio tempo

Per l’accusa non si trattava di banali liti tra residenti nella stessa corte, ma di vere e proprie persecuzioni nei confronti dei vicini di casa. Dentro il perimetro del vecchio cortile, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, si sarebbe consumato il reato di stalking di cui è stato accusato un uomo di 81 anni, residente in città.

Il pensionato, infatti, ora è chiamato a presentarsi davanti al Tribunale di Como per rispondere dell’accusa di atti persecutori, come emerge dagli episodi di ingiurie, dispetti e minacce rivolte a tre diverse persone.

I fatti si ripetono da ormai sei anni nella frazione di Manera. Perché è dal settembre del 2015 che l’anziano ha preso di mira due famiglie, insultandole con epiteti di vario genere, tra cui “terun”, barbone o, ancora, ’ndranghetista, ma non solo.

Finita nel suo mirino, l’uomo ha iniziato a controllare i movimenti di una giovane donna, fino ad arrivare a fissarla in modo ossessivo quando esce sul balcone di casa o, ancora, quando si muove all’interno del cortile che condividono gli appartamenti.

Dalle minacce presto si è passati ai dispetti più concreti con l’obiettivo sia di provocare una reazione che di turbare la serenità familiare.

Prima gettando l’acqua dalla finestra al solo scopo di intimorire i vicini quando si trovavano a passare dal cortile, poi piegando con delle “spallate” gli specchietti delle auto parcheggiate negli spazi comuni e, ancora, mostrando tutto il suo disprezzo verso i vicini, gettando gli scarti del cibo al loro passaggio sotto il suo balcone, fino ad arrivare a sputare addosso a una delle vittime prese di mira.

Esasperati dai ripetuti comportamenti, le due famiglie sono state costrette a modificare le proprie abitudini, i propri orari, fino anche a limitare al minimo indispensabile il transito nelle parti comuni per ridurre le possibilità di incontrare l’anziano.

Ma l’atteggiamento del pensionato non è cambiato.

Anzi, una volta ricevuta la notifica della fine delle indagini, l’anziano ha mostrato di non preoccuparsi della piega giudiziaria che stava prendendo la vicenda, amplificando i rumori molesti al solo scopo di disturbare il riposo dei vicini quando rientrano a casa stanchi per il lavoro.

Questi gli episodi accertati dai militari che avevano raccolta la denuncia delle persone prese di mira dal pensionato e condotto le indagini.

Un comportamento ripetuto nel tempo che si configura come atto persecutorio.

Questo è infatti è il reato di cui dovrà rispondere davanti al Tribunale di Como.


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