La petizione online dell’Anpi   «Basta nostalgici a Dongo e Giulino»
Il ricordo di Mussolini davanti a Villa Belmone a Giulino di Mezzegra (Foto by Selva)

La petizione online dell’Anpi

«Basta nostalgici a Dongo e Giulino»

La raccolta di firme a sostegno della richiesta a Questura, Prefettura e Comuni

L’Anpi avvia una sottoscrizione contro le manifestazioni dei nostalgici a Dongo e a Giulino di Mezzegra (Tremezzina). È sufficiente inviare una mail ad [email protected] La raccolta di adesioni servirà a rendere più forte e credibile la richiesta delle sezioni di Como, Dongo e Lario Occidentale a Questura e Prefettura di Como e amministrazioni comunali di Dongo e Tremezzina di porre fine ai raduni del 28 aprile. A questo proposito va ricordato che non si svolgerà la commemorazione a Mezzegra inizialmente in programma per il 25 aprile 2021. «Ogni 28 aprile a Dongo e a Giulino di Mezzegra - si legge nel testo diffuso dall’Anpi - si radunano in forma organizzata centinaia di militanti dell’estrema destra, con la camicia nera, per commemorare l’esecuzione del duce e dei gerarchi – sottolineano i presidenti delle sezioni di Como, Dongo e Lario occidentale, Guglielmo Invernizzi, Daniela Poncia e Celestino Villa – Non si tratta, in questo caso, di libertà di manifestare le proprie opinioni; quella l’hanno conquistata con il sacrificio di milioni di morti coloro che hanno combattuto per sconfiggere il nazifascismo».

La commemorazione  del 28 aprile 2019 dei gerarchi fascisti fucilati a Dongo il 28 aprile 1945

La commemorazione del 28 aprile 2019 dei gerarchi fascisti fucilati a Dongo il 28 aprile 1945
(Foto by Selva)

La pandemia, secondo Anpi, ha contribuito a istigare sentimenti avversi: «Sono aumentare rabbia e paure – sottolineano ancora i rappresentati locali – Chi si richiama a ideologie del passato vuole scatenare i peggiori istinti di violenza e minare i valori della democrazia e della convivenza civile. Occorre un supplemento di responsabilità e solidarietà ed è urgente attivare anche vaccini culturali e morali».

(Gianpiero Riva)


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