La tragedia del lago:  «Ecco perchè la turista  deve restare agli arresti»
Una scena del terribile incidente nautico di Lenno di venerdì scorso

La tragedia del lago:

«Ecco perchè la turista

deve restare agli arresti»

Le motivazioni per le quali il Tribunale ha negato la libertà alla giovane belga «Indole particolarmente imprudente avallata dal proprietario del motoscafo»

A preoccupare il giudice non è tanto il rischio che Clea Wuttke, 21 anni, belga, la giovane che con ai comandi del potentissimo motoscafo del patrigno ha travolto un’altra barca uccidendo un giovane di un anno più grande di lei, possa fuggire dall’Italia. Quanto, piuttosto, quella «indole particolarmente imprudente avallata» tra l’altro «dal proprietario dell’imbarcazione» che fa temere una possibile reiterazione di un reato analogo, e quella versione offerta al giudice in cui ha cercato «di sminuire le sue responsabilità» che fa ipotizzare il «rischio che possa concordare versioni di comodo» con gli amici che erano a bordo con lei da rendere agli inquirenti.

Il giorno dopo l’ultimo saluto a Luca Fusi, 22 anni, il giovane di Guanzate che con due suoi amici si trovava sulla barca speronata dal potente motoscafo che procedeva troppo veloce e con la musica ad alto volume, peraltro trainando - senza averne le autorizzazioni - un amico impegnato con il wakeboard, emergono ulteriori particolari su quel maledetto pomeriggio. Il ragazzo impegnato nel wakeboard, ha fatto mettere a verbale: «Stavo sciando, ho visto l’altra barca, ho gridato ma nessuno mi ha sentito. Dopo 5 secondi c’è stato l’impatto». Clea Wuttke, al giudice, aveva detto: prima di accelerare mi sono assicurata che non fossero presenti altra barche e ho abbassato la musica. Ma le evidenze portate dagli altri testimoni (non solo da Francesco Bassi e da Leonardo Rigamonti, che si trovavano sulla barca speronata, ma anche dagli amici dell’investitrice) raccontano una realtà ben differente.

Il ragazzo che ha visto morire l’amico travolto dal motoscafo ha messo a verbale: «Avevo appena virato per tornare verso Como, dando pochissimo gas. Quando Luca si avvede della presenza del motoscafo» e inizia a gridare per attirare l’attenzione di chi era a bordo: era come se procedesse senza nessuno alla guida, perché non hanno minimamente rallentato. Noi abbiamo urlato forte... erano troppo veloci». Il giovane ha tentato di accelerare. Invano. (Paolo Moretti)


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