Menaggio, spedizione contro gli amanti
Arrestato il marito capo del commando

L’ucraino trovato in albergo a Milano. È accusato di tentato omicidio per avere colpito a martellate il rivale in amore

Menaggio, spedizione contro gli amanti Arrestato il marito capo del commando
La zona dell’aggressione, nelle vicinanze dell’ospedale di Menaggio
(Foto di Selva)

Pare che utilizzasse un alias per non farsi riconoscere. Non sapeva però che i carabinieri della stazione di Menaggio, con i colleghi della Tremezzina e quelli del Nucleo operativo radiomobile della compagnia, nonché i detective del nucleo investigativo di Como che avevano lavorato al caso, avevano anche ricostruito nel dettaglio il presunto giro di falsi nomi che gli ruotava attorno.

Così, quando si è registrato in un albergo di Milano, in arrivo dall’Ungheria, pochi attimi dopo le forze di polizia erano all’esterno dell’hotel per prenderlo e ammanettarlo.

È finita così, nella mattinata di giovedì 3 febbraio, la fuga dell’uomo di 44 anni ucraino accusato dalla Procura di Como – pubblico ministero Mariano Fadda – di aver organizzato e partecipato alla spedizione punitiva che il 21 settembre 2021 ha ferito in modo molto serio, a colpi di martello al volto e alla nuca, il presunto amante della moglie. L’accusa, messa nero su bianco, è quella (pesantissima) di tentato omicidio.

Il promotore finanziario con casa a Tremezzo, sposato con una donna molto più giovane di lui originaria del Kazakistan, era ricercato da mesi. Da quando cioè – nel parcheggio nei pressi di un residence, nelle vicinanze dell’ospedale di Menaggio – aveva (per l’accusa) organizzato l’aggressione alla compagna e al suo presunto amante, un 37enne di Lenno, che si erano appartati in macchina.

Tre uomini, due con il volto coperto da un passamontagna, avevano preso a martellate il malcapitato che, ferito in modo serio, era stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale Sant’Anna. Anche la moglie era rimasta ferita, seppur in modo più lieve.

Tra le contestazioni avanzate dalla Procura ci sono infatti anche quelle di lesioni e di rapina ai danni della donna, cui fu sottratto il telefono cellulare.

Subito dopo l’agguato, brutale per dinamica ed esecuzione - in cui solo l’arrivo di un’altra auto (che con i fari aveva illuminato la scena, avvenuta di sera) aveva evitato esiti ancora più gravi – il quarantaquattrenne era scomparso nel nulla, come pure gli uomini incappucciati.

Una dinamica che aveva fatto pensare ad un piano organizzato in tutti i dettagli. I sospetti – da subito indirizzati verso il marito, con cui era in corso pare una fase di separazione – portarono a ritenere plausibile un allontanamento verso la vicina Svizzera, meta facilmente raggiungibile puntando da Menaggio verso Porlezza.

Da mesi tuttavia i carabinieri non avevano smesso di lavorare al caso, visionando le telecamere in zona e ricostruendo un presunto giro di nomi verosimilmente riconducibili al promotore finanziario ucraino.

Scrupolo investigativo che è stato prezioso, visto che è risultato essere decisivo per la cattura del marito. Nelle scorse ore infatti, pare di rientro dall’Ungheria in Italia, un uomo – con un alias noto – si è registrato in un albergo di Milano.

(Mauro Peverelli)

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