«Riaprire la frontiera»
Pressing sul governo
per il Corpus Domini

Como e la Svizzera: la data chiave del 3 giugno per il via libera agli spostamenti nella zona di confine

Albergatori e commercianti fissano per il 3 giugno - festività svizzera del Corpus Domini e inizio di un ponte lungo 4 giorni nella vicina Confederazione - la data ultima entro la quale fare chiarezza almeno lungo la fascia di confine, dopo che da questa mattina al tempone negativo in ingresso nel Belpaese entro le 48 ore precedenti bisognerà compilare anche uno specifico modulo di localizzazione in formato digitale, detto Passenger Locator Form ( https://app.euplf.eu/#/ il sito di riferimento).

Anche oggi è festa in Ticino e in Svizzera (è il lunedì di Pentecoste) e obiettivamente le code all’esterno delle farmacie ticinesi hanno portato in dote le prime targhe ticinesi avvistate in riva al Lario. Analogo discorso vale per alcuni Cantoni interni. Ma ora serve chiarezza.

«Al momento gli ospiti rossocrociati non rappresentano per noi percentuali e numeri importanti. D’altronde tampone più formulario rappresentano un freno alla voglia di venire sul nostro lago. E il discorso non vale solo per la Svizzera. È bene che si faccia chiarezza al più presto e si sblocchi la situazione alle frontiere. Dietro l’angolo c’è un’altra festività, quella del Corpus Domini, che per noi potrebbe portare presenze importanti dalla vicina Confederazione», sottolinea Giuseppe Rasella, albergatore di Gravedona ed Uniti e membro di Giunta della Camera di Commercio con delega al Turismo.

La sensazione è che già questa settimana qualcosa potrebbe accadere, con il Governo al lavoro sulla proposta del senatore varesino del Partito Democratico, Alessandro Alfieri, finalizzata a consentire «l’entrata libera in Italia dalla Svizzera per chi rimarrà nel nostro Paese alcune ore e entro una fascia di 30 chilometri dal confine».

Proposta sostenuta anche dalla parlamentare lariana Chiara Braga e finalizzata a ridare vigore ai negozi a ridosso della frontiera, a cominciare da quelli di Ponte Chiasso. Tutti gli schieramenti politici - da destra a sinistra - hanno chiesto al Governo un intervento a gamba tesa per riconoscere le peculiarità delle zone di confine.

«C’è la speranza che questa settimana la nostra richiesta di riapertura sia accolta», sottolinea il presidente dell’Associazione italiana Comuni di Frontiera, Massimo Mastromarino. Anche il Movimento 5 Stelle, con il parlamentare lariano Giovanni Currò, in una nota, ha fatto sapere che «ora servono misure eccezionali per le province di confine per favorire la ripartenza».

E da Italia Viva è arrivato un emendamento al Decreto Legge Riaperture a firma di Maria Chiara Gadda, in cui si chiede «una forte semplificazione delle procedure d’ingresso, come ha già fatto la Germania nei confronti della Svizzera». Resta in auge anche l’ordine del giorno del leghista Matteo Bianchi, votato dal Governo, in cui si chiede «di valutare l’opportunità di dar corso ad una zona franca di 40 chilometri al di qua ed al di là della frontiera». Intanto Governo federale mercoledì sarà chiamato a dare il via libera alla riapertura degli spazi interni dei ristoranti, oggi annunciata da lunedì 31 maggio.M. Pal.

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