San Siro, la palestra gioiello  deve ripartire daccapo
Ecco come si presenta (ormai da mesi) il cantiere dell’impianto polifunzionale di San Siro

San Siro, la palestra gioiello

deve ripartire daccapo

Un impianto polivalente da 1,5 milioni di euro del quale si continuano a vedere solo le fondamenta. Il Comune decide la revoca dell’appalto alla ditta

Appalto revocato, dopo una lunga attesa nella speranza di trovare una soluzione bonaria, per la palestra di Santa Maria. Un impianto polivalente a norma Coni da 1,5 milioni di euro, 600 mila dei quali finanziati da Regione Lombardia che avrebbe dovuto essere un gioiello.

I lavori erano stati appaltati a un raggruppamento temporaneo d’imprese facente capo a un’azienda della Valle Intelvi con sede fiscale a Como. I lavori avevano preso il via il 24 giugno 2019 ed erano previsti 15 mesi per eseguirli; in data 6 agosto 2019, tuttavia, l’appaltatore aveva richiesto l’erogazione di un anticipo del 20% dell’importo contrattuale (pari a 188.468 euro), ma nove mesi dopo, in base a una stima dei lavori eseguiti, era stato quantificato che l’importo da riconoscere sarebbe stato di circa 43 mila euro.

Sono stati eseguiti, in pratica, gli scavi, le fondamenta e i primi pilastri portanti. «Cambiano gli interlocutori – annuncia il sindaco, Claudio Raveglia – perché il Comune è stato costretto a correre ai ripari revocando l’appalto. Troppe le inadempienze, a partire dagli scavi e alle successive opere, non conformi alle linee guida fissate dalla direzione lavori, e ai ritardi accumulati».

Nei giorni scorsi il Tribunale di Como ha respinto un ricorso della ditta che chiedeva il divieto per il Comune di procedere con una segnalazione all’Anac (Autorità nazionale anti-corruzione) e all’escussione delle polizze assicurative.

Cosa ne sarà, ora, dei lavori in corso a Santa Maria? «La procedura prevede che venga interpellata la ditta giunta seconda alla gara d’appalto – osserva il primo cittadino – Se questa non dovesse accettare l’incarico in corsa, per così dire, dovremo rifare la gara e, in quel caso, passeranno ancora diversi mesi prima di poter riaprire il cantiere». (G. Riv.)


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