Tragedia di Lenno, altro no dei giudici  «La turista belga rimane ai domiciliari»
L’imbarcazione condotta da Clea Wuttke con a bordo i giovani belgi di rientro dopo la tragedia

Tragedia di Lenno, altro no dei giudici

«La turista belga rimane ai domiciliari»

Confermati i timori: esiste il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove

La ragazza belga che si trovava ai comandi del motoscafo che ha travolto una barca di giovani comaschi, uccidendo Luca Fusi, di Guanzate, deve restare in custodia cautelare. Il pericolo che possa reiterare il reato e inquinare le prove è assolutamente attuale e concreto. Il Tribunale del Riesame, ovvero i giudici chiamati a verificare se i provvedimenti di custodia cautelare siano legittimi oppure debbano essere annullati, ha confermato senz’ombra di dubbio la correttezza dell’arresto stabilito dal giudice delle indagini preliminari di Como.Niente possibilità di far rientro a casa in Belgio, dunque, per Clea Wuttke, accusata di omicidio colposo e, per questo motivo, tuttora costretta agli arresti domiciliari nella villa di Campo di proprietà del patrigno, con l’assoluto divieto di uscire. A chiedere ai giudici del Riesame di valutare il provvedimento a carico della giovane era stato l’avvocato difensore, Massimo Schipilliti, secondo il quale non vi sarebbero stati gli estremi per limitare la libertà della ragazza che si trovava ai comandi Master Craft, il pomeriggio del drammatico scontro di fronte a Lenno.Il Tribunale dei Riesame ha invece concluso che sì, il gip di Como ha fatto benissimo a firmare la custodia cautelare per Clea. Innanzitutto perché, come già aveva sottolineato il giudice di Como, «la particolare e imperizia della condotta» della ragazza «rende concreto il rischio di recidivanza di reati della stessa indole» e cioè potrebbe nuovamente mettersi ai comandi di un motoscafo e, vista la dinamica dello scontro fatale sul lago di Como, mettere a repentaglio la vita di altri. Inoltre è più che mai attuale anche il pericolo di inquinamento delle prove, le indagini della Procura sono ancora in corso e le dichiarazioni rese anche davanti al giudice da Clea Wuttke «sono già state smentite». In Procura, intanto, il pubblico ministero (costretta a disporre un fermo d’urgenza, visto che chi era intervenuti per rilevare l’incidente ha avvisato il pubblico ministero di turno solo dopo molte ore e visto che gli atti erano arrivati con ritardo) attende ora la consulenza tecnica dell’esperto nominato per valutare velocità, traiettorie, dinamica del tragico impatto. Solo dopo questo atto formale e quando saranno ricostruite con esattezza le circostanze dell’incidente. Ricordiamo che, allo stato dell’inchiesta, secondo la Procura Clea era impegnata a trainare un amico con il wakeboard, che aveva accelerato facendo alzare pericolosamente la prua, al punto da non vedere nulla davanti a sé, e che sulla barca il gruppo di amici aveva acceso la musica ad alto volume, al punto da non sentire le grida sia degli occupanti del motoscafo investito sia del giovane che stava facendo sci d’acqua.

(Paolo Moretti)


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