Tremezzina, via alla variante  Deciso: Regina chiusa quattro mesi
Anas e Consorzio notificano gli espropri dei terreni di Colonno per la variante della Tremezzina (Foto by Selva)

Tremezzina, via alla variante

Deciso: Regina chiusa quattro mesi

Lavori da metà novembre con il blocco del traffico a Colonno. La delusione dei sindaci. Ecco il comunicato

Statale Regina chiusa al traffico per quattro mesi all’altezza di Colonno a partire da metà novembre 2021. È quanto deciso durante i lavori della cabina di coordinamento per la variante della Tremezzina convocata dal prefetto di Como nella mattinata di giovedì 30 settembre. Alla fine non hanno retto i piani alternativi e la scelta è ricaduta sull’ipotesi iniziale che prevede - appunto - il blocco del traffico all’altezza di Colonno. La delusione dei sindaci.

Ecco il comunicato dei sindaci dei Comuni emesso al termine dell’incontro con il prefetto

«In relazione ai lavori per la realizzazione delle “Variante della Tremezzina” e in virtù delle soluzioni logistiche ed operative che ANAS ha prospettato ai Sindaci per la gestione delle fasi iniziali del cantiere, con particolare riferimento al portale sud, con la presente siamo ad esporre le nostre considerazioni:

Nessuna delle soluzioni prospettate da ANAS (soluzione A, ovvero chiusura totale di 4 mesi della Statale Regina; soluzione B, ovvero senso unico alternato per 13 mesi e mezzo e successiva chiusura totale di 2 mesi) soddisfa noi Sindaci e risponde alle nostre richieste e segnalazioni di gravi problematiche . Riteniamo che nella fase del bando e della gestione della gara d’appalto, avvenute senza il coinvolgimento delle Amministrazioni locali e del territorio, vi sia stata, da parte di ANAS, una grave sottovalutazione dell’impatto della scelta progettuale di avvio del cantiere sud sulla vita delle nostre comunità. Questa sottovalutazione reca ora con se altrettanto gravi conseguenze. Purtroppo le riunioni di questi mesi, per cui ringraziamo Sua Eccellenza il Prefetto di Como, Dott. Andrea Polichetti per la disponibilità, l’impegno e la sensibilità mostrata verso i nostri Comuni e i nostri cittadini, non hanno portato nessun elemento nuovo alla discussione. La tanto sospirata “Ipotesi B”, così come proposta e riproposta da ANAS, per i vincoli tecnici e giuridico-contrattuali che ANAS stesso ha costantemente richiamato, non consente di superare o mitigare le gravi criticità che abbiamo da subito evidenziato.

Tralasciando per ora altre considerazioni su quanto accaduto, e fortemente risentiti per le modalità con cui la gestione dell’opera è stata portata avanti fino all’intervento della Prefettura che ha di fatto consentito a noi Sindaci di essere quantomeno ascoltati da ANAS, per i successivi passaggi autorizzativi ed organizzativi pretendiamo un confronto continuo e limpido con ANAS e il Consorzio che realizzerà l’opera, per avere al più presto un cronoprogramma dei lavoro che indichi precisamente ed in modo inequivocabile tempi, modi e organizzazione delle lavorazioni. Questo per tutelare al meglio i territori come Argegno, la Valle Intelvi, il tratto di Statale Regina tra Menaggio e Grandola che saranno percorsi dai camion che trasporteranno il materiale proveniente dallo scavo del tunnel e destinato ai luoghi di lavorazione, per poi tornare in cantiere ed essere riutilizzato. Chiediamo inoltre che altrettanta chiarezza venga fatta sulle modalità operative ed organizzative per quanto riguarda il portale nord.

E’ inoltre assolutamente indispensabile che Governo, Regione, ANAS, e tutti gli enti e soggetti interessati, condividano la piena consapevolezza della necessità di misure del tutto straordinarie, che abbiamo chiesto dall’inizio della vicenda, per sostenere costi ed adeguatezza ed efficacia di un vero piano di mobilità pubblica e privata alternativi (stradale e lacuale), adeguatezza ed efficacia che vanno garantite a tutti i cittadini e le imprese che operano sul nostro territorio, del lago e della Val d’Intelvi, e costi che non possono essere scaricati su questi stessi cittadini ed imprese, rendendo necessario lo stanziamento di forti risorse per la mitigazione e la compensazione di ogni tipo di impatto.

Sono le condizioni minime per ricostruire un rapporto di fiducia e di sostenibilità tra il territorio e chi ha l’onere di realizzare un’opera che lo stesso territorio invoca da decenni. Da parte nostra la collaborazione sarà massima, se tutti rispetteranno i ruoli e le competenze».


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