Giovedì 30 Maggio 2013

Folla per l’addio a Samuele

«Gesù lo ha chiamato a sé»

L’uscita della bara dalla chiesa
(Foto by (Bartesaghi))

Si sono svolti ieri mattina alle 10 nella chiesa parrocchiale dei santi Pietro e Paolo di Alzate Brianza i funerali del piccolo Samuele Capuano.

Il bimbo di appena 20 mesi, trovato morto nel suo lettino domenica alle 13,30 circa dal papà Maurizio. Al rito funebre, che è stato officiato dal parroco don Lodovico Colombo coadiuvato dal suo vicario don Marco Tagliabue, ha preso parte tantissima gente arrivata da Anzano del Parco, Alzate Brianza, Montorfano e Lipomo dove risiedono sia i parenti che gli amici di Maurizio e Katia, gli inconsolabili genitori del piccolo.

Non tutti hanno trovato posto all’interno dell’ampia chiesa e tantissimi sono restati compostamente sul sagrato a seguire la mesta cerimonia.

Particolarmente toccante l’omelia di don Marco che, tra i vari passaggi, ha detto: «Samuele è stato capace di riunire tutti i parenti che gli si sono stretti attorno. Gesù aveva bisogno di un angelo e lo ha chiamato a sé».

Poi rivolto ai genitori ha ricordato di non attribuirsi colpe di quanto accaduto ma di avere la consapevolezza di aver fatto tutti gli sforzi possibili per evitarlo.

Don Marco ha concluso ricordando che proprio il 5 febbraio del 2012, in questa stessa chiesa Samuele ricevette il santo battesimo e nel cartoncino rilasciato ai genitori a ricordo della cerimonia è riportato l’inno alla vita di Madre Teresa di Calcutta al quale devono sempre ispirarsi, perché «la vita è tristezza, superala. La vita è un inno, cantalo. La vita è una lotta, accettala. La vita è un’avventura, rischiala. La vita è felicità, meritala. La vita è la vita, difendila».

Un timido raggio di sole, spuntato a fatica tra nuvoloni forieri di pioggia, ha baciato la bara bianca all’uscita della chiesa accolta da un’ala di folla commossa.

Non appena è stata adagiata sul carro funebre per essere trasportata al cimitero di Lipomo per la sepoltura, il papà e la mamma si sono chinati su di essa in un lungo abbraccio straziante senza riuscire a trovare la forza di separarsi da quel figlio tanto voluto e troppo prematuramente scomparso.

Le cause del decesso devono ancora essere chiarite: la settimana prossima i risultati dell’autopsia.

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