Dopo la chiusura della De Baggis
Cantù si interroga sul futuro

La notizia della chiusura di un'azienda storica del mobile, l'ennesima, apre il dibattito sul futuro del settore che ha fatto grande la città nel mondo. Il vicesindaco: la scelta di ritagliarsi delle nicchie purtroppo si paga.

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CANTU' - Il blasone conquistato con una storia fatta d’eccellenza, purtroppo non basta più. Che la De Baggis - 23 dipendenti e una storia gloriosa - stesse per chiudere, non lo sapevano in molti, e l’ufficializzazione della notizia ha colto la città di sorpresa, perché questa chiusura significa strappare una delle pagine che maggiormente hanno reso celebre la città del mobile. "Quando un’azienda chiude, soprattutto un’azienda con una simile storia, tutti noi dobbiamo preoccuparci - dice il vicesindaco Massimo Cappelletti - Ci sono scelte che vanno prese seppur a malincuore, altrimenti sarà il tempo a farlo. La vera sfida è tornare a produrre, perché solo così si alimentano i servizi e le attività che conseguono. Oggi la scelta di ritagliarsi delle nicchie, per quanto d’eccellenza, e di non cimentarsi in nuove avventure produttive, purtroppo si paga. Per questo ritengo che quanto è accaduto debba far riflettere e debba spingere a impegnarsi a capire cosa vuole il mercato, a investire in ricerca, in uffici tecnici interni. Ad aprire le botteghe".
Silvia Cattaneo

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