Lunedì 28 Giugno 2010

Boncinelli: "Vi spiego
la cellula Venter"

di Marco Castelli

«La cellula Venter? Per la scienza non è altro che una conferma, per l'uomo, invece, è un'opportunità di capire cosa è la vita». Edoardo Boncinelli commenta così la recente scoperta del genetista Craig Venter, che ha creato il laboratorio la prima cellula sintetica. Lunedì 28 giugno il neuroscienziato ne ha parlato a Como, al Palace Hotel, nella conviviale dell'Unione cristiana imprenditori e dirigenti (Ucid), ma intanto chiarisce alcuni aspetti importanti. In primo luogo, secondo Boncinelli, che pur riconosce l'importanza dell'intuizione di Venter, non si tratta di una rivoluzione. In secondo luogo, anche se molti hanno parlato di primo passo verso la vita artificiale e di svolta decisiva nel rapporto tra scienza e natura, le potenzialità di applicazione di questa cellula sono ancora da verificare.
«Per la scienza è l'ennesima dimostrazione che nella vita non c'è nulla di magico – dichiara Boncinelli -, ma che, al contrario, quest'ultima viene determinata dalle molecole e dalla loro interazione. La vera novità nella scoperta di Venter riguarda il Dna, che non è stato prelevato da una cellula già esistente, ma è stato sintetizzato artificialmente grazie al computer». Il genetista americano e la sua equipe, infatti, hanno creato il Dna in laboratorio e lo hanno trapiantato in una cellula batterica privata del suo Dna naturale, scoprendo che, anche in questo modo, la cellula è viva ed è in grado di riprodursi. «Le persone, grazie a questa notizia che ha fatto il giro del mondo, possono capire cosa è realmente la vita, dal punto di vista scientifico – aggiunge Boncinelli -. Le potenzialità di applicazione di questa scoperta, però, sono ancora tutte da vedere: Venter ha dichiarato che, tramite la cellula artificiale, ha intenzione di dar vita a batteri in grado di “detossificare” l'acqua degli oceani e di essere impiegati nella produzione di biocarburanti, con notevoli vantaggi a beneficio dell'ambiente. Un obiettivo che tutti noi vorremmo che si realizzasse, ma bisogna vedere se effettivamente ci riuscirà. In prospettiva, invece, è certo che, a partire dal Dna sintetico, si potranno creare cellule più complesse. Ripeto, però, almeno per ora, non si tratta di una rivoluzione».
Lo scienziato, comunque, ritiene importante che si parli delle cellule Venter e delle nuove scoperte in ambito genetico, anche e soprattutto per divulgare cultura e alimentare i dibattiti. «Nel mio intervento comasco – anticipa ancora Boncinelli – cercherò di allargare il discorso, parlando del significato del Dna e delle cellule, in generale. Una cosa è certa: l'identità e la specificità della vita vengono determinate proprio dal Dna».

v.fisogni

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