Mercoledì 01 Dicembre 2010

Berra: "Vi spiego
la poesia della pittura"

di Alessandro Berra

Perché, mi si chiede, fare pittura figurativa nel Terzo millennio? Sono convinto che oggi, nel campo dell'arte, tutto sia teoricamente classificabile come anacronistico, anche la pittura astratta e l'arte concettuale, per il semplice motivo che sono già state sperimentate. La nostra cultura ha profonde radici in quella degli altri, sta poi a ciascuno di noi scegliere il proprio percorso. Mi piace partire, spiegando il mio, da una citazione di Leonardo da Vinci: «La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede». Come la letteratura, anche l'arte ha una sua grammatica, che è necessario conoscere e "possedere", perché ti permette di esprimere ciò che senti. Ogni artista attinge a qualcosa che è già stato realizzato e lo fa diventare suo. Non è un'opera di copiatura, bensì un processo inconscio, che si realizza attraverso un lungo cammino, fatto di studio, documentazione e, soprattutto, di incontri positivi con artisti che sono venuti prima di noi e con le loro opere. Per quanto mi riguarda, vivendo a Como da sempre, ho avuto la possibilità di respirare l'atmosfera culturale di un certo periodo storico, quello dei razionalisti e degli astrattisti, incontrando e ascoltando personaggi come Mario Radice, Aldo Galli, Alberto Sartoris, Alfonso Salardi, Alvaro Molteni ecc. Avendo, inoltre, la fortuna di abitare di fronte a un'importante opera di Giuseppe Terragni quale è «L'asilo Sant'Elia», mi sono anch'io accostato  all'astrazione, realizzando alcuni lavori come studio e alcune vetrate artistiche. Ma, nonostante il mio interesse aperto alle varie tendenze d'importanza internazionale dei tempi precedenti e attuali, è la pittura figurativa, con la quale mi esprimo da anni, quella che sento più congeniale e vicina per poter esternare al meglio i miei sentimenti.
In ogni caso, tornando al paragone di Leonardo da Vinci tra la pittura e la poesia, che peraltro si può benissimo estendere anche alla musica, quello che fa la differenza è la ricerca, il desiderio e la capacità dell'artista di non smettere mai di confrontarsi con la realtà che lo circonda e di sperimentare tecniche e materiali diversi. Il mio divenire nella pittura figurativa è di lunga data ed è passato attraverso svariate metamorfosi ed evoluzioni. Spesso è sconfinato in altre tecniche, come il mosaico, l'incisione e la vetrata artistica. I «Voli e incontri» in mostra alla Famiglia Comasca rappresentano una tappa, la più recente (per ora), di questo divenire.

v.fisogni

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