Mercoledì 15 Dicembre 2010

Ai "Promessi Sposi" gratis


Biglietti esauriti

di Ylenia Spinelli

I "Promessi Sposi", l'opera moderna di Michele Guardì con le musiche di Pippo Flora, tornano a gran richiesta a Milano. Dopo il debutto a San Siro, le repliche nella Valle dei Templi di Agrigento e la messa in onda televisiva, da oggi andranno in scena al Teatro degli Arcimboldi. Queste repliche milanesi, le prime in un teatro chiuso, avranno lo stesso colossale allestimento visto a San Siro, con qualche sorpresa ed effetto speciale in più. Invariato pure il cast: più di cinquanta tra attori e ballerini. Accanto ai protagonisti Renzo e Lucia (Graziano Galatone e Noemi Smorra) ci saranno ancora Lola Ponce (la Monaca di Monza), Vittorio Matteucci (l'Innominato), Christian Gravina (nel duplice ruolo di Fra Cristoforo e del cardinale Borromeo) e Giò Di Tonno (don Rodrigo), che ci racconta come è nata la collaborazione con Guardì e come si è calato nella parte.

È vero che è stato il primo ad essere contattato dal regista?

Sì, io e Michele siamo legati da un'amicizia decennale che è nata ai tempi di "Notre Dame de Paris", l'opera di Cocciante in cui interpretavo il Gobbo. Ha iniziato a parlarmi dei "Promessi Sposi" più di cinque anni fa, chiedendomi di ascoltare e di provare le prime melodie.

Ha dato qualche suggerimento?

È stato un confronto tra amici. A me è subito piaciuto il fatto che l'opera fosse molto fedele al testo del Manzoni e che le musiche fossero molto popolari. L'ho solo convinto ad asciugare lo spettacolo: lui aveva scritto musiche che duravano 4 ore, poi le ha ridotte a 2 ore e un quarto.

Per lei ha subito pensato al ruolo di  don Rodrigo?

Credo proprio di sì, quando me lo ha comunicato sono stato molto contento, perché mi piacciono i ruoli tormentati e i caratteri forti. Per indole e fisicità non mi sarei visto per esempio nei panni di Renzo.

Che rapporto ha avuto da studente con il romanzo manzoniano?

Negativo, come quasi tutti i giovani. Ero rimasto un po' affascinato dalla storia, così densa di personaggi, ma non avevo mai studiato approfonditamente il testo. Come tutte le cose imposte si fa fatica a digerirle, ma ora ho riscoperto l'opera e ho capito che Manzoni era davvero un grande.

Come si è calato nella parte?

Interpretare un personaggio negativo, che ha una sorta di conversione finale, pochi istanti prima di morire, non è stato semplice, tuttavia terapeutico: ho scavato molto dentro di me per immedesimarmi in don Rodrigo e nelle sue nefandezze. Per evitare la caricatura o la macchietta ho dovuto studiare il personaggio, che nel romanzo non è descritto moltissimo, non si sa nemmeno come fosse fisicamente. Ho guardato lo sceneggiato degli anni '60 di Bolchi, con Vannucchi don Rodrigo, ma poi ho fatto mio il personaggio e spero di essere stato credibile.

Crede che la messa in onda televisiva abbia bruciato lo spettacolo?

Non lo so, forse avrei aspettato, anche per rodarlo e capire i tagli giusti per la versione televisiva, che a volte può essere penalizzante per l'interpretazione. Nel montaggio magari si usano due espressioni uguali e il personaggio risulta monotono. A teatro, invece, è tutta un'altra cosa; penso che queste repliche in un luogo chiuso, con una bella acustica, non potranno che valorizzare l'opera che ha già riscosso molto successo.

Progetti futuri?

Molto probabilmente nei prossimi mesi  sarò in tournée con i "Promessi Sposi" a Roma e in altre città italiane. Ho tanti progetti, per esempio partecipare a Sanremo. Ho proposto una canzone d'amore del mio nuovo disco, che sto chiudendo in questi giorni, a Morandi, ma lui la deve ancora ascoltare. Speriamo! Lo faccio perché vorrei farmi conoscere meglio come cantautore, in questo modo poi potrei avere ancora più visibilità  e dunque riscontro in teatro.

«I Promessi Sposi, opera moderna»,Teatro degli Arcimboldi di Milano, V.le dell'Innovazione 20. Dal 14 al 30 dicembre (Da lunedì a sabato, ore 21 - Domenica, ore 16), 24 e 25 dicembre riposo. Biglietti da 30 a 70 euro, esclusa prevendita. Biglietteria Ticketone: www.ticketone.it

v.fisogni

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