Venerdì 01 Giugno 2012

Verdone e l'Italia in crisi:
somiglia a Cenerentola

di Marco Castelli

L'Italia? «In questo, momento è una Cenerentola. Purtroppo in senso negativo. Il cinema, invece, ci dà qualche soddisfazione, ma occorre far ritornare il pubblico nelle sale».
Carlo Verdone, ormai, di “Cenerentole”, se ne intende: da un mese e mezzo, infatti, il regista romano è a Torino per preparare l'attesa riedizione televisiva della fiaba che Gioachino Rossini fece diventare un'opera. Sarà proprio lui domenica e lunedì, su Raiuno, a firmare in diretta la regia della lirica nell'affascinante cornice di Palazzo Reale, avvalendosi della collaborazione dell'Orchestra Sinfonica Nazionale Rai – diretta da Gianluigi Gelmetti – e di un cast di giovani interpreti capeggiato da Lena Belkina, che avrà il ruolo della protagonista.
Una sfida davvero insolita, che Verdone ha intrapreso con entusiasmo.  «Venivo da una stagione pienissima - confida il regista a "La Provincia" -, nella quale ho girato un film e scritto un libro. Dopo aver pensato che per il quarto anno di seguito non farò ferie, mi sono detto: prendiamo questo lavoro come una vacanza. Ed è stata effettivamente una piacevole vacanza, anche se faticosa».

La favola contiene un forte aspetto metaforico: l'Italia, in questo momento, può essere considerata una Cenerentola per la situazione che sta vivendo?

Purtroppo sì, lo è, anche se forse, dal punto di vista economico, ci sono Paesi più “Cenerentole” di noi. È una Cenerentola sicuramente dal punto di vista della legalità: ormai siamo stufi di aprire il giornale e leggere che quotidianamente scoppia uno scandalo. Sarebbe il momento di smetterla e invertire questa tendenza.

(Estratto dell'ampia intervista pubblicata su La Provincia del 1° giugno)

v.fisogni

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