Mercoledì 05 Settembre 2012

Con Bella addormentata
Bellocchio convince

«Ho fatto questo film, la "Bella addormentata", perchè sono stato aggredito e coinvolto da quello che vedevo e sentivo, ma non volevo fare un film a tesi, anche se credo che osservando bene si capisca la mia posizione. Non volevo dunque essere ecumenico nè dire che tutti hanno ragione ma neppure disprezzare le diverse posizioni».
Così Marco Bellocchio ha iniziato la conferenza stampa del suo film "Bella addormentata" in concorso in questa 69/a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.
Accolto dagli applausi e da una standing ovation insieme al cast, il regista de "I pugni in tasca" si è intrattenuto lungamente sui temi del film, che racconta attraverso storie parallele la vicenda di Eluana Englaro. C'è chi ha visto nel film uno sguardo di comprensione verso i cattolici: «Non mi sono convertito ma la mia posizione resta laica. Non sono voluto entrare nel merito della fede ma non c'è neppure un atteggiamento che vuole conciliare e salvare le varie posizioni. Insomma, non voglio condannare chi ha fede, anche se io non la ho».
Mentre ad un rappresentante de "La casa dei risvegli", che ha sentito minacciata la sua struttura perchè non rappresentata nel film, Bellocchio ha replicato: «È un problema molto delicato. Questo film non è una bandiera con una tesi. Io ho una mia idea, ma sono un artista e devo essere libero di immaginare. Quello che lei dice obbligherebbe un film a rappresentare tutte le posizioni ma questo non si può fare. Comunque, non credo che "Bella addormentata" sia una minaccia alla cura».

v.fisogni

© riproduzione riservata

Tags