Lunedì 23 Giugno 2008

Carla Porta Musa, "sigillo"
su un secolo di cultura

Ancora una volta la Lombardia premia «quei cittadini che l’hanno resa grande nel mondo», e tra loro la scrittrice comasca Carla Porta Musa. Sono stati infatti consegnati ieri, nell’auditorium Gaber del grattecielo milanese Pirelli, i "sigilli longobardi" a dieci personaggi insigni, più cinque medaglie al merito civile. Il riconoscimento, di alto prestigio e già conferito, tra gli altri, a Indro Montanelli nel 2001, è l’equivalente dell’ "Ambrogino d’oro" del Comune di Milano e consiste nella copia di anelli longobardi ritrovati in una necropoli a Trezzo d’Adda. I premiati sono rappresentanti di diversi settori d’importanza sociale e culturale, tra cui ricordiamo la ginecologa Anna Kustermann, coordinatrice del centro di soccorso per la violenza sessuale di Milano, e l’industriale Sterno Marcegaglia, padre dell’attuale presidente di Confindustria. Eminente comasca è un’altra dei premiati, Carla Porta Musa, che riceve l’onoreficenza all’alba dei 106 anni dopo un’esistenza votata alla cultura. Nata e cresciuta in una delle maggiori ed influenti famiglie dell’imprenditoria lariana, la sua è stata una vita intensa, oltre che lunga, animata da un continuno desiderio di imparare. La signora vanta una produzione letteraria altamente prolifica: già negli anni ’50 pubblicava per Mondadori ed il suo ultimo romanzo, "Le storie di Villa Elisabetta", è uscito solo qualche mese fa, ad un anno di distanza dal precedente "Lasciati prendere per mano". Ma non per i romanzi è stata premiata. Carla Porta Musa, persona serena, educatissima, quasi regale, ha contribuito a formare lo spirito culturale di quell’alta società lombarda che sta ormai passando il testimone alle nuove generazioni. Rinomati e di grande rilievo sono i «Lunedì letterari», divenuti poi «Venerdì letterari» da lei organizzati a partire dagli anni Venti, cui hanno partecipato innumerevoli personaggi illustri e che, insieme agli altettanto numerosi interventi, pubblici o elitari, hanno fatto di lei una protagonista indiscussa del Novecento.

Chiara Capuzzo

v.fisogni

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