Giovedì 10 Luglio 2008

La chiesa di Lora
Santuario dei Caduti Rurali

L’indagine storica compiuta da Luciano Giughello con la pubblicazione di due libri, uno sulla storia di Lora e l’altro sulla storia della parrocchia, porta alla ribalta la chiesa del Sacro Cuore, intitolata ai santi Simone e Giuda. Scoprendo una bolla di papa Pio VII in data 3 ottobre 1820, che autorizzava l’elezione della parrocchia ai santi Simone e Andrea, Giughello ha spinto la curia vescovile di Como ad accogliere la richiesta dell’attuale parroco don Giorgio Della Valle a modificare l’intitolazione in «Parrocchia SS. Simone, Andrea e Giuda»: per l’ufficializzazione manca solo la presa d’atto della prefettura. Intanto le ricerche di Giughello sono andate avanti e ora don Giorgio intende far riconoscere dalle autorità civili, a livello nazionale, anche un’altra peculiarità della chiesa di Lora, edificata nel 1942 da monsignor Giuseppe Maiocchi: la sua consacrazione come Tempio Votivo ai Rurali Caduti d’Italia.

Monsignor Maiocchi iniziò a costruire la chiesa nel 1938, l’11 dicembre dello stesso anno il vescovo Macchi ne benedì la posa della prima pietra. Con l’avanzare dei lavori e coi pagamenti in scadenza, affluivano generosamente le offerte. Ma il parroco, come si dice, era sempre con l’acqua alla gola. Così, oltre alle varie iniziative, fece arrivare la sua richiesta di aiuto direttamente a Mussolini. La guerra e il precipitare degli eventi portarono in quegli anni alla famosa «campagna del grano», che vide la comunità parrocchiale di Lora, con in testa il suo parroco, molto  solerte nella coltivazione del prezioso cereale. Storicamente, sin dal Mille, quando era feudo del Capitolo di San Fedele, Lora era considerata il granaio della città. Il quartiere ha mantenuto intatta la sua fisionomia rurale fino al secondo Dopoguerra, quando le sue frazioni erano ancora circondate dai campi. La raccolta del grano ebbe un esito felice, spingendo le autorità fasciste a venire incontro al laborioso parroco.

Il 1942 fu decisivo per le sorti della chiesa, perché, oltre alle numerose offerte, giunsero anche 25 mila lire (allora una bella cifra) di Mussolini. Tanto che il giornale <+G_CORSIVO>L’Ordine<+G_TONDO> del 25 febbraio 1942 titolava: «Munifica elargizione del Duce per il Tempio di Lora». L’articolo apriva così: «Il Duce, a mezzo dell’ecc. il Prefetto di Como, ha fatto pervenire a titolo di contributo della spesa di ricostruzione al Tempio votivo ai Caduti d’Italia in Lora la cospicua somma di lire 25.000. Nell’interno del tempio sarà posto un lapidario col nome dei caduti iscritti al "suffragio perpetuo mensile"». Meno di un mese dopo, il 18 marzo, era ancora <+G_CORSIVO>L’Ordine<+G_TONDO> a titolare: «Il primo premio nella gara provinciale del Concorso del Grano assegnato al parroco di Lora». Il capo dell’ispettorato provinciale dell’Agricoltura, Luigi Formigoni scriveva a don Maiocchi: «Ho il piacere di comunicarvi che vi è stato assegnato il Primo Premio nella gara provinciale del concorso nazionale del grano e dell’Azienda Agraria tra parroci e sacerdoti».
Con il precipitare degli eventi bellici il cantiere e i lavori si interruppero. La chiesa era finita, ma mancava il campanile. Monsignor Maiocchi, accogliendo il desiderio dei parrocchiani, ruppe gli indugi. Il 5 settembre 1942 la nuova chiesa fu solennemente consacrata dal vescovo Macchi, nonostante non ci fossero né il campanile, né le campane.
Tra i numerosi visitatori del monumento anche ventidue massaie rurali del Gruppo Gandolfo di Affori, in segno del primo pellegrinaggio delle massaie rurali d’Italia al tempio votivo dedicato ai caduti per la patria. La chiesa fu poi completata nel 1950, con la costruzione del campanile. Il 26 agosto 1950 il vescovo Bonomini intervenne per la consacrazione delle campane.
Gianfranco Casnati

c.colmegna

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