La burocrazia italiana danneggia

anche le aziende svizzere

Ieri confronto in Regione con il Ticino. E la promessa di un impegno comune su più fronti

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Como

La burocrazia italiana? Una solenne fregatura anche per la Svizzera.

Ieri alla Commissione speciale regionale dedicata proprio ai rapporti con i vicini di casa, un’audizione ha confermato che la zona franca non fa paura oltre confine. Anzi, per più di un motivo può perfino far comodo.

E con l’intervento della delegazione ticinese guidata dal presidente del Parlamento cantonale Alessandro Del Bufalo e accolta dal presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo, si sono gettate le fondamenta per una collaborazione sempre più stretta.

Si è già delineata un’agenda precisa e sul piatto ci sono anche altri temi essenziali su cui lottare insieme. Come i ristorni, su cui si teme una sparizione, un ripensamento dopo l’estate nel focoso dibatttio svizzero. Ma anche l’indennità dei frontalieri: un nodo da 270 milioni di euro, ha ricordato la presidente della Commissione Francesca Brianza.

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