Agrinatura rilancia  Firmato il patto  con la ristorazione
Lo spazio di Coldirettinel padiglione centraledi Lariofiere

Agrinatura rilancia

Firmato il patto

con la ristorazione

LariofiereRegione e Cuochi, intesa sui prodotti tipici

«Straordinario patrimonio che bisogna valorizzare»

Una fiera amatissima, presa d’assalto dalle famiglie fin dalla mattina. Ma anche un luogo dove si costruisce il futuro. Dell’agricoltura, del turismo che si lega sempre di più ad essa, del territorio tutto.

È partita ieri la diciannovesima edizione di Agrinatura ed è partita forte di questa consapevolezza, fin dalle prime battute. Una manifestazione, quella che durerà fino a domenica 28 aprile, di cui Lariofiere ha ribadito l’orgoglio ieri con il presidente Giovanni Ciceri e il direttore Silvio Oldani. A tenere a battesimo questa edizione anche il neo presidente della Camera di commercio Marco Galimberti e il sindaco di Erba Veronica Airoldi, tante le autorità.

Patto per il futuro

Insomma, l’entusiasmo ieri si è respirato tutto, assieme alla voglia di tracciare la strada per i prossimi anni di un’agricoltura giovane, smart e decisa a tutelare i suoi prodotti attraverso le battaglie di Coldiretti. E ieri è stato firmato un doppio patto con l’obiettivo di favorire la qualità delle produzioni agroalimentari lombarde nel rispetto del territorio, dell’ambiente e delle tradizioni e nella valorizzazione delle filiere.

Uno riguarda l’intesa tra la Regione Lombardia e l’Unione Cuochi Regione Lombardia: era presente infatti l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi. Già durante l’inaugurazione l’esponente della giunta Fontana aveva fatto i complimenti per una manifestazione di tanto successo e ribadito l’importanza di dedicare la giusta attenzione alla filiera del cibo. Ha poi aggiunto: «L’alleanza tra agricoltura e ristorazione è fondamentale. La Lombardia ha 34 prodotti agroalimentari a marchio Dop e Igp, 250 prodotti agroalimentari tradizionali, 36 vini Dop e Igp e 5 Docg. Abbiamo un patrimonio straordinario che vogliamo valorizzare sotto il profilo culturale ed economico».

Con il protocollo quindi, Regione e Unione Cuochi si impegnano insieme a promuovere il valore dell’agricoltura e dei prodotti lungo tutto il percorso della filiera.

«Pianificheremo insieme progetti per promuovere le produzioni agroalimentari sui mercati locali, nazionali e internazionali – ha detto Rolzi - e individueremo percorsi di formazione dei cuochi e degli studenti delle scuole alberghiere professionali per accrescerne la professionalità, la conoscenza delle produzioni locali e del proprio ruolo rispetto alla valorizzazione dell’identità del territorio». Così è risuonata la fierezza di essere la prima regione agricola d’Italia. Il che comporta anche una responsabilità, però, un compito da portare avanti in questi anni più che mai: «Abbiamo il cibo più buono e più sicuro al mondo. Grazie all’arte culinaria dei cuochi della Lombardia diffonderemo la consapevolezza di questo sia tra i lombardi che tra i milioni di turisti che ogni anno giungono qui e che sono sempre più alla ricerca di esperienze di gusto e di valorizzazione territoriale».

Concetto ribadito dalla senatrice Erica Rivolta: «Il lavoro del ministro Centinaio è in prima linea per difendere il comparto. Contano il valore e il coraggio degli imprenditori, ma importante è che si muova il sistema». Così il sottosegretario Nicola Molteni, che ha insistito sulla necessità di valorizzare agricoltura e turismo. Due motori appunto sempre più in marcia insieme.

Le battaglie

Certo, le battaglie sono continue e l’ha ricordato il presidente di Coldiretti Como-Lecco Fortunato Trezzi: «Pensiamo al grande tema della contraffazione, con il falso made in Italy che ha raggiunto come valore 100 miliardi. Fondamentale il rapporto di fiducia con i consumatori, con la certezza della qualità dei nostri prodotti». E per questo l’associazione si è battuta, ottenendo risultati per la maggior parte dei prodotti, a favore dell’etichettatura.

Così Coldiretti ha preparato un’attenta campagna di questi giorni di fiera, perché ci sia consapevolezza di ciò che si mangia. Stop al cibo anonimo, tutto ha un’origine, e quindi un nome e un cognome: quello dei tanti agricoltori e allevatori che ogni giorno con sacrificio danno il massimo in termini di attenzione al prodotto, creatività e anche innovazione.

Molto si può percepire qui in fiera, con gli oltre 200 espositori che stanno raccontando proprio questo: c’è molto della storia dell’agricoltura tra questi padiglioni, ma anche tecnologia e capacità di rivolgersi a strumenti sempre più nuovi.

Al termine della cerimonia il Gal – Quattro parchi Lecco Brianza ha premiato Giacomo Camozzini e Bernardino Farchi per il loro impegno.


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