Erba, dopo le polemiche  Il poligono “chiude”  «Sarà un arrivederci»
Sospesa l’attività nel poligono di tiro di Erba

Erba, dopo le polemiche

Il poligono “chiude”

«Sarà un arrivederci»

La società che gestisce l’impianto di Carpesino annuncia la sospensione dell’attività. E poi attacca la politica: «Qualcuno ha speculato»

Un saluto a soci, o meglio un arrivederci a presto. Con un comunicato firmato dal vicepresidente Maurizio Guzzo, la Tactical Force Asd annuncia la sospensione delle attività al poligono di tiro di via Fellbach: una scelta obbligata a seguito dell’ordinanza emessa nei giorni scorsi dal Comune di Erba. «Contro di noi - si legge nel comunicato - rappresentanti di compagini politiche ed altri che non sappiamo come definire. La battuta d’arresto è dovuta a “mancanze” da parte della proprietà dello stabile».

Il comunicato arriva a più di tre mesi dall’apertura della nuova sede del poligono in un capannone di via Fellbach, nella frazione di Carpesino e a pochi metri dal confine di Ponte Lambro. Il giorno dell’inaugurazione fu una festa alla presenza degli amministratori erbesi, ma i problemi iniziarono subito: l’eco degli spari era udibile all’interno delle abitazioni di molti residenti. In più di un’occasione la Tactical Force chiuse spontaneamente il poligono per effettuare ulteriori lavori di insonorizzazione, ma una soluzione definitiva sembra non essere mai stata raggiunta.

«Per cause a noi non imputabili - scrive ora Guzzo - il poligono di tiro ha ricevuto ingiunzione di sospensione delle attività dal Comune di Erba». La Tactical Force sostiene di aver riportato i rumori sotto la soglia di legge, come testimoniano i rilievi effettuati la sera del 7 maggio: le irregolarità che hanno comportato la sospensione dell’attività, insomma, non sarebbero più riconducibili al disturbo della quiete pubblica quanto piuttosto a «“mancanze” da parte della proprietà dello stabile».

Tali mancanze - probabilmente riconducibili al profilo urbanistico ed edilizio - «purtroppo si sono rivelate fatali per noi che siamo i conduttori della struttura e lo sarebbero state per chiunque ne fosse entrato in possesso ed avesse aperto una qualsiasi attività». L’augurio è che «queste vicende, una volta concluse, ci facciano uscire ancora più forti e motivati di prima affinché la nostra associazione cresca sia di numero che di visibilità».

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