Romagnosi di Erba,  finito l’effetto Masterchef  «Iscrizioni in calo»
I ragazzi dell’istituto Romagnosi durante una serata benefica

Romagnosi di Erba,

finito l’effetto Masterchef

«Iscrizioni in calo»

Dopo anni di boom legate alle trasmissioni tivù

diminuiscono i ragazzi dell’indirizzo enogastronomico

L’effetto Masterchef è finito. I conti definitivi si faranno alla fine del mese, ma i numeri parlano chiaro: il prossimo anno scolastico all’Istituto Romagnosi ci saranno solo due prime per l’indirizzo enogastronomico, un corso che fino a qualche anno fa era gettonatissimo per gli aspiranti chef. Alla scuola di via Carducci è in calo anche ragioneria, mentre l’agrario registra ottimi numeri.

Il Romagnosi è la scuola superiore più frequentata della città e offre una vasta offerta formativa: tra la sede centrale di Erba e quella distaccata di Longone al Segrino ci sono corsi per ragionieri e geometri, il corso di agraria, l’enogastronomico e l’elettrico. A pochi giorni dalla chiusura delle iscrizioni online per l’anno scolastico 2019-2020, un dato balza subito all’occhio: il calo dell’indirizzo enogastronomico. «Ad oggi - spiega il dirigente scolastico Carlo Ripamonti - abbiamo complessivamente 157 iscritti per il nuovo anno scolastico, un numero destinato a crescere tra trasferimenti che avverranno nei prossimi mesi, ripetenti, eccetra. Per quanto riguarda l’enogastronomico abbiamo 35 iscritti che ci consentiranno di avviare due prime».

Attualmente le prime sono tre, dunque si perderà una classe, ma il dato è davvero rilevante se lo confrontiamo con quanto accadeva fino a cinque o sei anni fa: la scuola è arrivata ad avere anche sei prime per il corso alberghiero. Un bolla che lo stesso preside collegò all’effetto Masterchef: «In effetti - commenta Ripamonti - tutto il successo avuto dagli chef in tv fino a qualche anno fa ha sicuramente contribuito a quel boom, ora i numeri si sono ridimensionati. Più in generale - e vale per tutta la scuola - paghiamo anche la flessione delle nascite che si è registrata dai primi anni duemila».

L’articolo completo su La Provincia di giovedì 14 marzo


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