Smog oltre i limiti
per due mesi all'anno
L’aria di Como sembra essere migliorata. «Ma la diminuzione dello smog registrata nel 2009 rispetto al 2008 - spiega Anna Monguzzi, esperta del settore qualità aria dell’Arpa di Como - è così modesta che nessuno può affermare se sia dovuta a una diminuzione reale delle emissioni inquinanti o alle condizioni meteo»
Lettura 1 min.Un altro dato segna un leggero miglioramento. La Ue ha stabilito che per ogni città di uno Stato membro la media annuale della concentrazione di Pm10 non debba superare i 40 mcg. Per Como in entrambi gli anni la media è stata al di sotto: 37 mcg nel 2008 e 35 nel 2009.
Ancora, però, non si può dire che la lotta allo smog sia stata vinta. Anzi, mancano ancora i dati relativi al Pm 2,5, ovvero relativi alle concentrazioni di polveri sottili composte da particelle di diametro inferiore ai 2,5 millesimi di millimetro. «Sono queste – ha spiegato la dottoressa Monguzzi – le particelle potenzialmente più pericolose per la salute, poiché penetrano nell’organismo più in profondità e perché in genere in esse si ritrovano più facilmente sostanze cancerogene come i policarburi o i metalli pesanti, mentre nel Pm10 ci sono in genere particelle terrigene o comunque meno cancerogene». Nessuno, però, sta registrando le concentrazioni di Pm2,5 nell’aria di Como. «Questo perché – ha spiegato la Monguzzi – la normativa italiana non ha ancora recepito la direttiva europea che chiede la misurazione delle concentrazioni di queste particelle piccolissime». In Lombardia per il momento ci sono pochissime centralino, per esempio a Monza, a Milano e un paio nel Pavese. Ma anche in questi casi non si conosce l’effettiva pericolosità poiché non esistono dei tetti massimi di riferimento come quelli fissati per il Pm10. «Ad ogni modo – ha concluso l’esperta dell’Arpa di Como – non si può che prendere atto di un leggero miglioramento della qualità dell’aria di Como. Raffrontata con altre città non è certo tra quelle messe peggio».
Dario Alemanno
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