Tre intossicati al nido
L'Asl sequestra il cibo
Due bambini ricoverati da mercoledì sera al Sant'Anna per una sospetta tossinfezione alimentare sono stati dimessi dall'ospedale Sant'Anna. Uno è ancora ricoverato. L'Asl sta analizzando i reperti di cibo. Lunedì gli esiti per aver la conferma che si sia trattato di un'intossicazione alimentare oppure sia colpa del virus che sta mietendo malati in questi giorni
Lettura 1 min.Un terzo è in cura ma sta meglio. Il quarto, che era stato visto al Valduce, è stato subito mandato a casa.
Sulla lettera di dimissioni dei due dimessi ieri c'è scritto proprio questo, sospetta intossicazione alimentare, come possibile causa all'origine del violento attacco di vomito e dissenteria che li ha colpiti tre giorni fa. Anche se il cibo, sequestrato al nido, è stato analizzato dall'Asl di Como e solo lunedì si saprà se la causa è quella oppure si è trattato di un virus particolarmente insidioso che miete malati in questi giorni. La conferma arriva proprio dal nido Happy Child di via Carloni dove i bambini avrebbero mangiato il cibo preparato dalla Acli chef, una delle più quotate, diffuse e certificate aziende di catering della provincia.
«Una ditta serissima - la difende infatti Liliana Colombo, responsabile sicurezza alimentare del nido - altrimenti non l'avremmo presa. Noi infatti non abbiamo autorizzazioni per cucinare i pasti, per questo abbiamo scelto una ditta di catering. Abbiamo individuato la migliore, quella che fornisce gran parte delle mense scolastiche di Como e prepara 3.500 pasti al giorno».
Anche l'Asl usa molta cautela. «Le colture saranno pronte solo lunedì - spiegano -. Fino a quando non ci saranno i dati delle analisi non è possibile dire se si tratti veramente di un'intossicazione che dipende dal cibo o da altro». Il nido a Como ha aperto a settembre. È un nido privato quotatissimo che ha molte sedi a Milano e nel resto d'Italia. «Da settembre ad oggi non abbiamo avuto alcun tipo di problema con la ristorazione - spiega la Colombo -. L'altro giorno invece i bambini hanno iniziato a stare male e si è sospettato che si fosse trattato di qualcosa che avessero mangiato a pranzo».
Leggi l'approfondimento su La Provincia in edicola sabato 2 giugno
© RIPRODUZIONE RISERVATA