Miti: stavolta Mina confeziona
una "Caramella" all'italiana
La “Caramella” è un passo avanti e uno indietro contemporaneamente. La prima parte del dischetto è quanto di meglio Mina ha inciso negli ultimi anni per freschezza, inventiva e modernità. Solo nel finale sembra esserci qualche concessione al suo pubblico più “old fashion”, quello che ama la melodia “all'italiana”
Lettura 2 min.Chissà se questi ameranno “You get me”, ballata pianistica in duetto, anzi, in alternanza, con Seal, una bella gara di voci. Sicuramente apprezzeranno le altre due collaborazioni, “Poche parole” e “Amore disperato” entrambe già sentite sulle opere dei rispettivi interpreti, Giorgia e Dalla, azzeccatissime in questo contesto. E che dire di “ Io e te”, che porta la firma di Paolo Benvegnù e sfoggia un arrangiamento siderale, quasi pinkfloydiano, (tra “Echoes” e “Hey you”) liquido, impalpabile con qualche scarica elettronica? Axel Pani, nipote di cotanta nonna e figlio di Paciughino, sta diventando un autore di tutto rispetto: “ Il povero e il re” non sarà un capolavoro ma non sfigura a confronto con la jazzata “Così così” o la lieve “Come se io fossi lì” che è un vero e proprio inno al mito Mina. Il ragazzo funziona anche come “consigliori” e ha presentato a casa i Subsonica: Casacci ha proposto “Solo se sai rispondere”, Davide Dileo (Boosta, per gli amici, che conduce lo show radiofonico “Coppia aperta” su Radio Rai 2 con Benedetta Mazzini) azzecca la perla della “Caramella” con “La clessidra”, un moderno pezzo classico con una bella partitura per archi e la voce che fa (ancora) miracoli e regala (ancora) brividi. Ma forse è troppo e allora ecco l'ultimo mazzo di pezzi, “adatti a un pubblico adulto” e poco avventuroso: “Accendi questa luce” e “Mi piacerebbe andare al mare” dell'inossidabile Mingardi, la bella “Amoreunicoamore”, l'esercizio napoletano “ Ma comme faje” e “ Inutile sperare” dove la parte del leone spetta a un clamoroso assolo del chitarrista Luca Meneghello. La parte della Tigre, invece, rimane a lei: altri settanta di questi dischi, madame.
Alessio Brunialti
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