A Brienno e Colonno  le graffette anti ciclisti
Le graffette che hanno forato la ruota della bicicletta

A Brienno e Colonno

le graffette anti ciclisti

Gli appassionati accusano: «Odio ingiustificato verso di noi». Il sindaco Cavadini: «Molti si comportano con poco rispetto»

«C’è un tale odio verso i ciclisti. Sono il primo a dire che alcuni sono negligenti e vanno in mezzo alla strada, ma la maggior parte di noi si comporta correttamente, serve rispetto anche nei nostri confronti». Alessandro “Mitchumm” Tino, direttore del brand Mitchumm Industries e titolare della Sartoria Ciclista, chiede maggiore attenzione per i ciclisti alla luce degli episodi avvenuti durante le festività pasquali, tra Pasqua e lunedì dell’Angelo. Il primo risale proprio al giorno di Pasqua, quando il trentenne lagliese Michele Benetti ha bucato nel cuore di Brienno a causa di tre graffette lasciate lungo la strada: la stessa cosa è accaduta ad un amico di Tino lunedì, questa volta a Colonno sulla statale Regina, e a colpire sono state graffette identiche a quelle del giorno precedente. Difficile pensare che si tratti di una coincidenza o che siano state perse involontariamente. Questi i casi accertati, ma è probabile che a farne le spese siano stati molti più ciclisti. «Era già successo qualche tempo fa a Brienno, anche se non direttamente a me – spiega Benatti – Ho preso quelle graffette in paese, fortunatamente ero a due chilometri da casa. È difficile che vengano lasciate per sbaglio in strada: essendo la gomma morbida, entrano facilmente. Se le prendi in curva, ti possono far sbandare ed è pericoloso, oltre che essere un gesto molto antipatico». «Sono le stesse identiche graffette, noi però le abbiamo prese a Colonno il giorno dopo - ha confermato Alessandro Tino – Un ragazzo che era con me ha solo pizzicato la gomma, l’altro invece ha bucato, ma chissà a quanti altri è successo. Durante le festività, c’erano in giro tantissimi ciclisti e c’è molto odio verso di noi. È capitato di pedalare affiancati al muro con automobilisti che da lontano già suonavano il clacson e ti mandavano a quel paese, nonostante la strada fosse vuota, senza auto. Altri tagliano la strada apposta: va ricordato che noi non abbiamo protezioni e se c’è un contatto, la macchina magari si riga, noi rischiamo la vita». Non tutti gli amanti del pedale, però, rispetterebbero le regole. «È chiaro che non si fa di tutta l’erba un fascio, ma i ciclisti in paese sono diventati un problema» spiega Francesco Cavadini, sindaco di Brienno. «Siccome non possono transitare dalla galleria sulla statale Regina, hanno il passaggio obbligato nel centro del paese. Molti sono maleducati: sputano, vanno a velocità sostenuta facendo il “pelo “anche alle persone che camminano a margine della strada. C’è chi fa anche i propri bisogni. Lo scorso anno avevo segnalato la questione alle forze dell’ordine con tanto di fotografie» rilancia Cavadini. Che aggiunge: «Quasi sempre, però, sono irriconoscibili e le bici non hanno la targa, quindi non si può risalire all’identità». E conclude. «Chiunque in paese può confermare questa delicata situazione: c’è poco rispetto. Non si tratta del maleducato di turno, ma di una circostanza costante e continua, anche a mettere le telecamere è impossibile riconoscerli. Le bici come tutti gli altri mezzi dovrebbero avere una targa e l’assicurazione. Il gesto di buttare le puntine a terra, ovviamente, è chiaramente pericoloso e da evitare».

(Daniela Colombo)


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