Addio lago per Solovyev
Ritirato il visto all’amico di Putin

A inizio marzo il blocco delle dimore del giornalista a Loveno di Menaggio e in località Crotti di Pianello. Il misterioso attentato

Addio lago per Solovyev Ritirato il visto all’amico di Putin
La villa di Pianello imbrattata con vernice rossa all’alba del 6 aprile scorso

Il ricchissimo giornalista russo, e fedelissimo di Putin, Vladimir Solovyev, proprietario - prima che gli venissero congelati i beni - di due ville a Loveno di Menaggio e in località Crotti di Pianello, è stato protagonista nelle ultime ore di due fatti di cronaca che non sono passati inosservati alla stampa internazionale.

Il primo, conseguente all’asserito piano per un attentato a suo carico, ha addirittura del grottesco. Il secondo, invece, avrà come conseguenza il fatto che sulle rive del lago non lo rivedremo molto presto. Anzi.

Partiamo dal fondo, ovvero dal fatto che a questo anchorman che sulla televisione di Stato russa lancia strali contro l’Occidente - Italia compresa - è stato tolto il visto d’ingresso nel nostro Paese. Solovyev, dunque, non potrà venire nelle “sue” ville non solo perché ora sono state affidate al demanio, essendo state sequestrate nell’ambito dei beni congelati agli oligarchi come reazione all’aggressione militare russa contro l’Ucraina, ma anche perché il governo ha deciso che il giornalista amico di Putin non è persona gradita nel nostro Paese.

A proposito delle sue ville si ricorderà che, nelle scorse settimane, ignoti hanno compiuto due raid dimostrativi clamorosi. A Menaggio hanno cercato di appiccare un incendio, con l’intervento dei vigili del fuoco per spegnere le fiamme accese nel portico esterno della vitta, mentre a Pianello del Lario è stata utilizzata vernice rossa per colorare l’acqua della piscina - che sembrava una scena di un film horror - e per imbrattare con le scritte “killer” e “No War” i muri dell’abitazione di super lusso.

L’altra vicenda che sta facendo moto parlare del rubicondo fedelissimo di Putin ha invece a che fare con l’asserito tentativo di attentare alla sua vita. Una vicenda al limite del grottesco, che sta trasformando gli agenti del servizio federale per la sicurezza russa negli zimbelli del web. Lunedì 25 aprile l’intelligence di Mosca comunica l’arresto dei membri di un’organizzazione neonazista (tipo refrain russo, dall’inizio della guerra) al soldo dell’Ucraina che avrebbero pianificato l’omicidio di Solovyev.

Vengono diffuse anche le immagini di quello che è stato trovato nel presunto covo: bandiera nazista, passaporti, armi, foto di Hitler e tre copie del videogioco The Sims (risalente a oltre 10 anni fa). Giornalisti investigativi hanno raccontato che verosimilmente si tratta «del risultato di uno sciocco ufficiale» dell’intelligence «che ha ricevuto l’ordine di procurarsi tre Sims», ovvero sim card per il telefono, e invece ha pensato letteralmente al videogioco. Rendendo così inverosimile il rischio di attentato a Solovyev.
(P.Mor.)

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