Antenna, Laglio non fa sconti  Il sindaco stacca Telecom
L’antenna Telecom a Laglio

Antenna, Laglio non fa sconti

Il sindaco stacca Telecom

La società che gestisce l’impianto vuole autoridursi il canone ma il Comune non molla. «Ovviamente dovranno continuare a garantire la copertura del paese»

Tanto tuonò che piovve. E quello che si scatenato su Laglio sembra un diluvio in piena regola. Proprio così. Il Comune guidato dal sindaco Roberto Pozzi ha dato definitivamente il benservito ad Inwit, la società del gruppo Telecom che opera nel settore delle infrastrutture per le comunicazioni elettroniche e che nel mirino ha messo dallo scorso giugno la “torre” di Germanello, che sorge su un’area di proprietà comunale.

Il perché è presto spiegato: per Inwit sono troppi i 15 mila euro annui di canone d’affitto (contratto di 6 anni) pattuiti nel 2012. Da qui la decisione di proporre al Comune una sorta di “aut aut”: 9 mila euro dal 2018 o in alternativa 80 mila euro per acquistare l’area.

Prendere o lasciare. Così, dopo una prima missiva, Inwit ha scritto nuovamente al Comune di Laglio a fine novembre, precisando che «a seguito della mancata accettazione di rinegoziazione del canone al ribasso, provvederemo in tempi rapidi all’avvio della formale ricerca di locazioni alternative al sito in oggetto al fine di rendere migliore la nostra competitività sul mercato».

Questo perché «l’obiettivo della società è quello di ottimizzare la distribuzione del parco torri sull’intero territorio». Come a dire: d’accordo essere parte integrante del colosso Telecom, ma in questo particolare momento si profilano “tempi duri” per tutti.

Il sindaco Pozzi, che già a giugno aveva risposto per le rime ad Inwit, non s’è scomposto. Anzi ha nuovamente preso carta e penna, ribadendo che «non è nostra intenzione rivedere al ribasso le condizioni del contratto in essere, tantomeno vendere l’area di proprietà comunale». Una risposta che ha tutti i crismi da parte del Comune di un addio definitivo. Naturalmente, il Comune di Laglio ha precisato che «dovrà essere lasciata inalterata la qualità del servizio offerto».


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