Argegno, a scuola con il taxi boat  Che avventura per 18 alunni
Il momento dell’imbarco degli alunni sul taxi boat (Foto by Selva)

Argegno, a scuola con il taxi boat

Che avventura per 18 alunni

La chiusura della Regina non ha impedito agli iscritti di elementari e medie di raggiungere il polo scolastico di Ossuccio

È piaciuta la soluzione adottata dal Comune venerdì 25 settembre nei concitati minuti dopo la frana alle Camogge, quando si è scelto di riaccompagnare a casa in taxi boat gli studenti residenti in paese e in quel momento impegnati nelle lezioni al nuovo polo scolastico di Ossuccio. È bastata una telefonata tra il sindaco Anna Dotti e il Consorzio Motoscafi Lario - nel cui direttivo figurano gli argegnini Marco Morganti e Simone Pinchetti - per far sì che il taxi boat salpasse dal porticciolo di Argegno verso il pontile di Ossuccio. Già venerdì pomeriggio era stato deciso di prorogare l’iniziativa sino a mercoledì 30 settembre, giorno in cui l’Anas ha fissato il termine ultimo dei lavori di messa in sicurezza della parete a monte della Regina tra il chilometro 19 ed il chilometro 19.100. E lunedì 28 alle 8.15, puntualissimi, si sono presentati all’imbarco nel porticciolo di Argegno 18 ragazzi e ragazze che frequentano la primaria e della secondaria di primo grado. Con grande disinvoltura sono saliti sul taxi boat diretto verso Ossuccio. Alle 12.30 - dal pontile sotto l’Antiquarium di Ossuccio - il taxi boat ha poi fatto rotta di nuovo verso Argegno. Gli orari, per garantire il servizio, sono stati concordati anche con la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo della Tremezzina, che ha salutato di buon grado la soluzione individuata dal Comune. «Un grazie va al Consorzio Motoscafi Lario, che nell’emergenza ha subito risposto alla nostra chiamata per poter accompagnare a scuola, via lago, ragazzi e ragazze di Argegno che frequentano la primaria e la secondaria in Tremezzina, nel nuovo polo scolastico di Ossuccio» le parole del sindaco Anna Dotti. Un’iniziativa destinata a essere ricordata a lungo. Dai grandi e soprattutto dagli studenti.

(Marco Palumbo)


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