Carlazzo, riecco i piromani  «Una notte di paura  per le nostre case»
Nell’immagine di Maurizio Moro, scattata nella notte tra sabato e domenica, la lingua di fuoco che ha devastato il monte Pidaggia

Carlazzo, riecco i piromani

«Una notte di paura

per le nostre case»

È pesante il bilancio del furioso incendio che ha devastato decine di ettari sul monte Pidaggia Il sindaco: «Siamo grati al lavoro dei tanti volontari»

Altro periodo di siccità prolungata e basta un minimo di vento per ispirare i piromani. Che sono proprio dappertutto. Stavolta a Carlazzo, dove l’altra sera le fiamme hanno avvolto il monte Pidaggia, con il rogo che in breve si è esteso divorando decine di ettari di bosco in quota.

Sono intervenute la squadra antincendio della Comunità montana e Vigili del fuoco di vari presidi, anche della provincia di Sondrio. Per tutta la notte i volontari hanno cercati soprattutto di contenere l’incendio, evitando che potesse estendersi verso il basso e mettere a rischio gli abitati.

È bruciato, comunque, anche il “baitò”, un rifugio aperto che un gruppo di volontari aveva realizzato a metà strada verso la cima e che rappresentava una tappa fissa per gli escursionisti.

Durante la notte le fiamme si sono estese fino in territorio di Cusino, con un odore acre di fumo che ha invaso l’intera Val Cavargna. All’alba di ieri, poi, sono giunti sul posto due canadair e tre elicotteri della Protezione civile, che hanno iniziato a fare la spola fra il fondovalle, per caricarsi di acqua, e il monte Pidaggia, dove scaricarla.

A terra hanno continuato ad operare per l’intera giornata venti volontari dell’antincendio comunitaria, diretti dal responsabile, Mauro Caligari, con più squadre di pompieri. Altra giornata di passione, insomma, con una triste visione mattutina che faceva già presagire un tramonto.

«Ieri sera abbiamo avuto anche paura – confessa il sindaco, Antonella Mazza – . Per fortuna i numerosi volontari antincendio intervenuti hanno dimostrato ancora una volta tanta perizia e buona volontà. Quest’oggi (ieri per chi legge, ndr) prevale soprattutto un senso di desolazione e di tristezza. Ci chiediamo, una volta di più, cosa spinga certa gente ad appiccare il fuoco in condizioni climatiche così a rischio. Ci rimettiamo tutti e nessuno ne trae profitto».


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