Casasco, negozio più forte del Covid  Riapre dopo 47 giorni di quarantena
Daniela, Attilio, Maria e Giusy Bailo nell’alimentari di famiglia che riapre dopo 47 giorni di chiusura

Casasco, negozio più forte del Covid

Riapre dopo 47 giorni di quarantena

Il contagio ha coinvolto papà Attilio, mamma Maria e le figlie Daniela e Giusy Bailo. L’incubo iniziato il 27 dicembre finisce venerdì 12 febbraio

Con uno squillo virtuale di tromba (lo strumento musicale preferito da papà Attilio), venerdì 12 febbraio riapre l’alimentari Bailo - che è anche un’apprezzata macelleria e salumeria - nel “cuore” del borgo di Casasco d’Intelvi, 47 giorni dopo quel 27 dicembre, quando il Covid si è insinuato nelle tre famiglie che fanno riferimento alla storica attività. Già perché con papà Attilio Bailo e mamma Maria Puricelli (poi ricoverata prima al Sant’Anna di San Fermo e - in attesa del rientro a casa - al vecchio Sant’Anna), il Covid ha allungato i suoi tentacoli anche sulle figlie Daniele e Giuseppina, Giusy per tutti. Un assalto fortunatamente respinto con tenacia e tanta pazienza. «Si riparte con entusiasmo, nonostante le difficoltà di un momento complesso per tutti dal punto di vista economico e sociale, con il Covid che ha azzerato i contatti. Riapriamo per Casasco, paese che abbiamo nel cuore e nel nostro Dna, con l’alimentari che rappresenta un servizio importante per gli abitanti di qui, ma anche dei paesi vicini» spiegano dalla famiglia Bailo. Papà Attilio Bailo - 75 anni portati con piglio deciso - è più che mai pronto a ripartire con moglie e figlie laddove tutto si è interrotto a causa del Covid. Daniela e Giusy mostrano con orgoglio la foto dell’inaugurazione nel lontano ’84. La bottega all’epoca era in piazza. «E oggi come allora l’alimentari è parte integrante della storia e della vita della nostra famiglia. Anche per questo, ora che quei giorni difficili sono fortunatamente un ricordo, ci tenevamo a riaprire. Anche se è bene tenere sempre alta la guardia» confermano. «Oltre all’inevitabile paura per il decorso del virus, non potremo cerco dimenticare il fatto di aver vissuto isolati uno dall’altro, con la mamma in ospedale e il papà solo in casa», spiegano le due sorelle, sempre in contatto anche con Nadia, la sorella che vive a Schignano. La famiglia Bailo ci tiene a rimarcare anche un altro aspetto e cioè che dal lontano ’84 mai l’alimentari era stato chiuso così a lungo, perché «noi ci fermiamo solo a Santo Stefano e Capodanno e garantiamo l’apertura anche la domenica mattina». D’obbligo da tutta la famiglia i ringraziamenti a chi «ci è stato vicino, ci ha portato la spesa e garantito tutte le incombenze, a Chiara Monasterolo e Francesca Simone (medico di base e pediatra), al Comune con il sindaco Mario Pozzi, il prosindaco di Casasco Giulio Zanotta e al personale dell’ospedale Sant’Anna».

(Marco Palumbo)


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