Cavargna, i lupi tornano ad attaccare  L’allevatore: «Hanno ucciso 10 capre»
Quel che resta di una capra sparita dall’allevamento all’Alpe Stabiello (Foto by Andrea Butti)

Cavargna, i lupi tornano ad attaccare

L’allevatore: «Hanno ucciso 10 capre»

Allarme all’Alpe Stabiello: «Abbiamo trovato alcune carcasse, i segni non lasciano dubbi»

Il branco di lupi o almeno uno dei branchi che ormai stabilmente ha eletto a zona di caccia i crinali tra il Canton Ticino, la Val Cavargna e la Valle Albano è tornato a colpire. Lo ha fatto all’Alpe Stabiello, a quota 1702 metri e il racconto in presa diretta dell’allevatore e alpigiano Pietro Butti lascia davvero pochi dubbi circa il fatto che a entrare in azione sia stato il temuto predatore. «Su 60 capre ne mancano all’appello 6 e al conteggio dobbiamo aggiungere anche 3 o 4 capretti. Abbiamo trovato le carcasse nel bosco - racconta a “La Provincia” - Il lupo, ma ritengo più verosimile i lupi le hanno isolate dal gregge per poi predarle al riparo da sguardi indiscreti nel bosco. Le carcasse presentano i tipici segni dell’assalto del lupo: morso alla gola e tronco parzialmente divorato. È chiaro che, avanti di questo passo, dovremo anticipare la discesa a valle verso la stalla invernale. In questi anni, il lupo ci ha ucciso oltre 20 capre. Abbiamo portato due carcasse all’Ats, ma sin qui non ci sono state date risposte esaustive. Indennizzi? Ma quali indennizzi. Non bastasse già quanto sta accadendo, ora giorno dopo giorno dobbiamo difenderci anche dagli assalti del lupo». All’Alpe Stabiello, Pietro Butti porta avanti un’attività molto variegata. In quota sono presenti 60 capre, una settantina tra mucche e vitelli ed una quindicina di cavalli. «Di recente due cavalle hanno partorito. È chiaro che siamo continuamente all’erta per il timore di possibili assalti - aggiunge, preoccupato, Pietro Butti - Lo scorso anno, sono scomparse in circostanze da chiarire 2 mucche con altrettanti vitelli. Ora non è certo che sia stato il lupo, ma qui bisognerà capire se qualcuno ha intenzione di tutelarci in modo concreto. Perché oltre al danno enorme delle perdite di capi va messa in conto anche la crescente difficoltà a gestire una presenza, quella del lupo, che si sta facendo sempre più ingombrante. Non possiamo ogni giorno fare la conta dei capi sperando che il lupo li abbia risparmiati». Anche in Canton Ticino negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli avvistamenti con annesse segnalazioni di attacchi. A fine luglio, l’ “associazione per un territorio senza grandi predatori” ha parlato di due nuove predazioni. Secondo l’associazione per un territorio senza Grandi Predatori sono stati sin qui 20 gli attacchi del lupo in Ticino, che hanno interessato 10 aziende agricole.

(Marco Palumbo)


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