Cent’anni italiana:  la cerimonia  all’isola Comacina
Foto di Gruppo sull'isola Comacina dopo l'inaugurazione della targa per i 100 anni dalla restituzione dell'isola dal Belgio all'Italia

Cent’anni italiana:

la cerimonia

all’isola Comacina

Tremezzina: il re del Belgio la aveva restituita. Molte idee per il rilancio, sull’onda delle “Case per artisti” ideate da Pietro Lingeri

«In memoria dei 100 anni della restituzione allo Stato italiano dell’isola Comacina da parte di S.M. Alberto I, re dei Belgi».

Tremezzina, Italia e Belgio 100 anni dopo - nel frattempo sono diventati 101 a causa dell’onda lunga della pandemia - ripartono da qui, da questo minuscolo lembo di terra incastonato nella Zoca de l’Oli con mille anni di storia alle spalle. E l’inaugurazione della targa per la restituzione dell’isola Comacina all’Italia da parte di re Alberto I del Belgio, che a sua volta l’aveva ricevuta per lascito testamentario nel 1919 dal suo ultimo proprietario Augusto Giuseppe Caprani segna il primo passo di una ripartenza che avrà la cultura, ma il turismo come comun denominatore.

Il Belgio - cui fanno riferimento due delle tre Case per Artisti progettate dall’estro dell’architetto tremezzino Pietro Lingeri - crede molto nelle potenzialità dell’isola Comacina. Lo ha fatto capire in modo chiaro ed inequivocabile, ieri mattina, durante la cerimonia d’inaugurazione della targa, Birgit Stevens, ministro consigliere dell’Ambasciata del Regno del Belgio in Italia.

E’ toccato a lei ed alla presidente dell’Accademia di Brera (e della Fondazione Isola Comacina), Livia Pomodoro, scoprire la targa celebrativa su cui campeggiavano la bandiera belga e il nostro Tricolore, sotto lo sguardo attento del sindaco Mauro Guerra, del prefetto Andrea Polichetti, del primo cittadino di Sala Comacina Roberto Greppi, del questore Giuseppe De Angelis, del comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Ciro Trentin (con lui il comandante della Compagnia di Menaggio, tenente colonnello Filippo Bentivogli ed il comandante della stazione di Tremezzina, il maresciallo Paolo Lo Giudice), senza dimenticare il consigliere delegato dell’Amministrazione provinciale, Francesco Cavadini.

«A nome dell’ambasciatore del Belgio Frank Carruet ringrazio per aver organizzato questa importante giornata - l’incipit di Birgit Stevens -. Un’occasione per rimarcare l’amicizia in essere tra i nostri due Paesi, rafforzati da profondi legami storici, culturali, economici e politici. Belgio e Italia sono tra i fondatori dell’Unione Europea. Possa questa incantevole isola rimanere per sempre un simbolo del legame indissolubile tra i nostri due Paesi».

Parola poi al sindaco di Tremezzina, Mauro Guerra (al suo fianco l’assessore alla Cultura, Guglielmina Botta): «Una storia straordinaria quella dell’isola Comacina, che è passata attraverso fasi molto diverse, alternando fasi di grande importanza a momenti di abbandono e difficoltà. Fu una grande idea, 101 anni fa, mettere al centro del destino dell’isola Comacina la relazione tra i due Stati, partendo dall’arte, investendo l’Accademia di Brera della responsabilità di valorizzare questa occasione. Oggi siamo impegnati a rilanciare ulteriormente la valorizzazione dell’isola. L’anno prossimo l’isola tornerà ed essere frequentata normalmente. Questo luogo in cui ci troviamo ora sarà il luogo dell’accoglienza. Intendiamo potenziare la presenza degli artisti sull’isola da un lato e dall’altro riprendere la ricerca di reperti, con un focus sull’archeologica subacquea. Ragioneremo anche su questo aspetto». (Marco Palumbo)


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