Da una variante all’altra        «Adesso la Dongo-Domaso»
Il semaforo della strettoia di Castello a Gravedona è uno dei punti critici della Regina nell’Alto Lario

Da una variante all’altra

«Adesso la Dongo-Domaso»

La Regione ha chiesto al Ministero di inserirla tra le opere prioritarie entro il 2025

Pareva messa all’angolo, dimenticata, e invece Regione Lombardia ha chiesto al ministero della Infrastrutture il suo inserimento nel piano delle opere prioritarie da realizzare per il periodo 2021-2025.

La variante Dongo-Gravedona-Domaso, invece, non è stata scordata e rimane di attualità. Era già stata inserita, tra l’altro, nella progettazione della variante Cremia – Dongo, inaugurata nel 2004.

«Allo sbocco in paese venne già predisposto l’innesto per la futura prosecuzione del tunnel – rievoca Moreno Carboni, sindaco di Dongo all’epoca – Un primo tratto di scavo ulteriore nella montagna, insomma, per evitare disagi alla circolazione nel momento in cui si decidesse di partire con i nuovi lavori».

Grazie alla Legge Valtellina, inoltre, venne finanziato anche un progetto di massima e, quando già urgeva la realizzazione della variante della Tremezzina, il ministero era pronto a finanziare l’opera altolariana perché già progettata.

Gli amministratori del territorio, saggiamente, ritennero tuttavia prioritario il tunnel della Tremezzina e i finanziamenti vennero destinati lì. È bene ricordare che nel 2007 la “Dongo-Domaso” costava 85 milioni di euro.

Con quel che sta avvenenendo proprio in questi giorni a Colonno.

Anche tra Dongo e Domaso non mancano comunque gli ostacoli alla viabilità, in particolare a Gravedona, dove la strettoia di Castello, ora regolata da semaforo intelligente, e l’incrocio semaforico del centro paese impongono spesso tempi lunghi di transito, soprattutto nelle ore di punta.

A Dongo, all’altezza del convento francescano, è stata realizzata negli anni scorsi una rotatoria all’intersezione fra statale Regina e provinciale della Valle Albano e un’altra rotatoria, con funzioni di snellimento del traffico e di sicurezza, è in programma a Consiglio di Rumo.

Una variante in galleria risolverebbe tutti questi nodi, trasformando l’attuale percorso in strada panoramica turistica. Un progetto ambizioso che garantirebbe allo stesso tempo una migliore qualità della vita ai residenti di Dongo, Gravedona e Domaso.

«È confortante che Regione Lombardia non abbia scordato la Dongo–Domaso – commenta il presidente della Comunità montana, Mauro Robba – In un’ottica di priorità, le galleria Cremia–Dongo, di Valsolda, di Menaggio e della Tremezzina erano prioritarie, ma ora che anche quest’ultima è iniziata, è bene pensare di superare gli abitati di Gravedona e Domaso con una viabilità scorrevole. L’interesse della Regione è un passo importante, anche se non decisivo, ma sono certo che il ministero ne terrà conto».

In base alle nuove normative in materia viabilistica, sarà necessario rivedere il progetto, in particolare per quanto riguarda l’uscita a Consiglio di Rumo.

«Non dovrebbe più esserci questo sbocco intermedio – dice Robba – e la galleria, partendo da Dongo, avrà un unico sbocco oltre Domaso».

(Gianpiero Riva)


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