Frontalieri dei funghi
Lite in Svizzera per la legge

Torna la speranza sul Lario: la proposta della Lega dei Ticinesi alla fine potrebbe saltare

La battuta più illuminante, il giorno dopo il via libera del Consiglio di Stato ticinese al “tesserino per i fungiatt” (con inevitabili e pesanti ripercussioni per i fungiatt frontalieri), spetta oltreconfine a Lorenzo Jelmini, esponente politico di spicco del PPD, il Partito Popolare Democratico.

«In fondo la patente per i funghi era nel programma. Da oggi padroni in casa nostra…almeno dei funghi. A quando la patente per le castagne?”.

Insomma, la modifica legislativa targata Claudio Zali (Lega dei Ticinesi) ha finito per spaccare la politica d’oltreconfine, a tre giorni dalle elezioni federali. Tanto che il via libera finale al progetto di legge da parte del Gran Consiglio non sembra più così scontato. Certo il ministro ticinese Zali tira dritto per la propria strada: sì al tesserino, sì convinto al “numero chiuso” e sì altrettanto convinto all’istituzione di 12 aree omogenee.

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