Garzeno, il Covid si prende Liliana  Era la regina del “Braschino”
Eros Robba con Liliana Mazzucchi e il vero “Braschino”

Garzeno, il Covid si prende Liliana

Era la regina del “Braschino”

Deteneva la ricetta originale del caratteristico dolce

Era la regina del braschino e anche il sindaco del paese, Eros Robba, ricorda così Liliana Mazzucchi, figura di spicco portata via dal Covid. Il suo negozio di alimentari, una classica bottega di paese con annesso il forno del pane, a Garzeno è da sempre un punto di riferimento dove ancora predominano lo spirito di servizio e il senso della comunità. Liliana, che avrebbe compiuto 83 anni a luglio, era ancora a dare una mano ai figli, con un’innata passione e il desiderio di rendersi utile. Ad inizio settimana aveva accusato un malore, che all’ospedale di Gravedona si era rivelato come effetto di contagio dell’insidioso virus; ma lei, sempre combattiva, pareva in gradi venirne fuori senza problemi e già si informava e chiedeva del suo forno su a Garzeno. Un improvviso aggravamento con crisi respiratoria, però, le è risultato fatale. La triste notizia ha ammutolito la Valle Albano e il primo cittadino di Garzeno ha dedicato a Liliana una delicata pagina di ricordo: «Garzeno perde una delle figure che rimarranno per sempre legate alla storia del paese. Una storia fatta di operosità e genuinità, doti che non mancavano certo a lei, sempre dietro al bancone con il suo grembiule infarinato e la penna a portata di mano, perché il registratore di cassa non serviva a chi lavorava in una bottega ricca di storia e di tradizione».

Liliana Mazzucchi  con il suo “Braschino” insieme a Claudio Chiappucci e Giuliano Maffia

Liliana Mazzucchi con il suo “Braschino” insieme a Claudio Chiappucci e Giuliano Maffia

Dinanzi a quel bancone sono sfilate intere generazioni, dai bambini che prima di entrare a scuola trovavano lì la miglior focaccia, alle mamme e nonne che vi facevano la spesa quotidiana. E molti non sapevano rinunciare al braschino, ai cannoncini e al panatel che realizzava direttamente la titolare, unici e irripetibili. «Con una passione e un’esperienza invidiabili, era lei la prima depositaria della vera e genuina ricetta del nostro dolce più tipico – sottolinea ancora il sindaco – Mi è venuto spontaneo definirla la regina del braschino e non credo affatto di aver esagerato». Il tipico dolce povero della Valle Albano come lo sapeva fare lei era un’indiscussa prelibatezza, conosciuta anche fuori provincia, e persino l’ex campione di ciclismo Claudio Chiappucci, salito pedalando fino a Garzeno, aveva voluto conoscere Liliana e assaggiare il suo braschino. Con lei il piccolo negozio del paese era sempre aperto; anche all’ora di pranzo bastava suonare il campanello collegato con la cucina e subito si udiva un “arrivo!”; con il grembiule che indossava come una seconda pelle, con umiltà e tanta dignità, compariva dietro il bancone per servire il compaesano di turno, sempre con il suo consueto e rassicurante sorriso. I figli proseguiranno nell’attività, anche per onorare la sua memoria, ma senza di lei non sarà più come prima.

(Gianpiero Riva)


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