I frontalieri e la tassa della salute
Il governo chiarisce: non si paga nulla

Recepita una richiesta di un gruppo di deputati del Pd

Una buona notizia per gli italiani che lavorano in Svizzera.

Si è finalmente definita la questione relativa alla “tassa della salute” che i frontalieri italiani occupati in Svizzera rischiavano di dover pagare a seguito di una interpretazione amministrativa compiuta da alcune Asl della Regione Lombardia e della Provincia Autonoma di Bolzano.

In questi giorni, un gruppo di deputati democratici ha incontrato più volte il viceministro all’economia e finanze Luigi Casero, e il sottosegretario alla salute Vito De Filippo ricevendo assicurazione che tutte le Regioni interessate riceveranno una circolare applicativa da parte del governo in tal senso.

La circolare chiarirà che i frontalieri italiani occupati, o che hanno esercitato nel passato un’attività dipendente, nei Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese non sono tenuti a versare ulteriori contributi al Servizio Sanitario, in quanto ai sensi del vigente accordo tra Svizzera a Italia essi sono oggetto di tassazione alla fonte da parte svizzera e una quota del gettito fiscale viene ristornato all’Italia secondo l’accordo internazionale.

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