I volontari del “giardino degli Angeli”  Un fiore e una preghiera per i piccoli
Uno scorcio del “giardino degli Angeli” del cimitero di Scaria, dove ci sono 25 piccole tombe

I volontari del “giardino degli Angeli”

Un fiore e una preghiera per i piccoli

Un gruppo di residenti si occupa delle tombe del cimitero di Scaria

Per non perdere il ricordo di chi non ha più neppure un parente

È conosciuto come “il giardino degli Angeli” quell’angolo benedetto di cimitero di Scaria Alta Valle Intelvi strappato all’incuria del tempo che dal 1918 è riservato ai bambini morti in tenera età, molti dei quali non hanno più parenti che si occupano della cura della loro tomba e del luogo della sepoltura. Una circostanza ancora più dolorosa proprio in questi giorni, dedicati alla commemorazione dei defunti.

Senza nome

Sono 25 le tombe contrassegnate da piccole lapidi, da semplici croci. Sepolture semplici di cui da tanti anni si occupano del loro decoro alcuni volontari della frazione. Così lontani da qualsiasi interesse personale da rifiutare, al cronista, persino le loro generalità. Perché un gesto altruistico, dicono, non deve essere offuscato dalle luci della ribalta.

Da qualche giorno a turno si avvicendano nel camposanto. Sistemano la terra, la nuda terra dove riposano i resti di quei piccoli ognuno dei quali porta con sè una storia. Poche quelle rimaste custodite dai discendenti come quelle di tre fratellini morti in tenera età .

Si inizia dal 1918, l’anno in cui la spagnola portò con sè tante piccole vite, fino al 1985. Storie di dolore, in alcuni casi tragiche. Dolore e commozione sopravvivono grazie alla memoria della gente del posto, tramandate di generazione in generazione fino ai giorni nostri che, col passare del tempo, diventano sempre più sfocate se non fossero tenute vive dall’encomiabile iniziativa e all’attiva partecipazione di questi cittadini che portano loro fiori, accendono lumini, perpetuano il loro ricordo , ravvivono le foto, sistemano la terra che custodisce i resti di quei corpicini per la vita eterna.

Il giorno dei morti quell’angolo di cimitero non è solo luogo di culto e di orazione. Diventa occasione di conoscenza, patrimonio e condizione originaria di vita da non dimenticare . Occasione di culto, ma anche di storia, di valori condivisi , radici e bene comune che rafforza la presa di coscienza e di appartenenza ad uno stesso territorio attraverso la preghiera e il ricordo e non solo come mera forma di attenzione particolare e riconoscenza riservata a questi piccoli angeli di cui rimane indelebile il ricordo del dolore di una terra e della sua identità.

Vicinanza spirituale

Nessuna legge, nessun regolamento cimiteriale finora ha fatto sì che quei piccoli resti venissero esumati dalla loro originaria sepoltura. Finchè c’è chi porterà loro un fiore, il culto sarà perenne. Un dono per tutti che potranno così intercedere per loro il giorno dedicato ai defunti attraverso una preghiera di suffragio, fermandosi davanti a quelle piccoli croci. Un segno spirituale soprattutto di fede oltre che di civiltà . Una fede che porta ad accettare il distacco dalle persone care anche attraverso il culto loro tributato per sempre e la solennità a chi non è più tra noi come quelle piccole anime Beate del Paradiso entrate prematuramente nel Regno di Dio. (Francesco Aita)


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