Identificato il ragazzo annegato a Torno. È italiano, da tempo viveva in Inghilterra

La tragedia Favour Igboh, 21 anni, era originario della Nigeria: i documenti trovati a Crescenzago. Il padre è stato avvisato ed è in viaggio verso Como per il riconoscimento

Identificato il ragazzo annegato a Torno. È italiano, da tempo viveva in Inghilterra
L’intervento dei sommozzatori per il ragazzo annegato

Aveva anche un passaporto italiano ed era dunque un nostro connazionale Favour Igboh, 21 anni (avrebbe compiuto i 22 ad ottobre), il ragazzo annegato dopo un tuffo nel Lago di Como, a Torno, nel tardo pomeriggio di lunedì. Le indagini dei carabinieri di Pognana Lario, durate due giorni, sono dunque arrivate alla sua identificazione. Decisivo è stato il rintraccio dell’ostello dove il ragazzo aveva passato l’ultima notte, a Crescenzago, quartiere alla periferia nord-est di Milano. A mettere i militari sulla giusta via erano stati i ragazzi con cui il ventunenne era giunto a Como, che avevano indicato proprio in quella struttura ricettiva il posto dove l’amico aveva dormito la sera prima. Così, quando i carabinieri si sono presentati nel luogo indicato, hanno trovato nella sua camera le borse e, all’interno, i suoi documenti.

Compreso quel passaporto italiano che ha sciolto i dubbi sull’identità. Da qui, infatti, è stato più facile ricostruire la storia del giovane, nato in Nigeria, con una parte della famiglia residente in Italia, in provincia di Belluno. Lui, invece, da qualche tempo viveva e lavorava in Inghilterra. Ecco spiegato dunque quell’abbonamento allo stadio per assistere alle partite del Liverpool, ed ecco dunque spiegato anche il perché al Consolato Britannico di Milano non risultavano sudditi di sua Maestà in vacanza in Italia con quel nome e quel cognome. I carabinieri avevano anche esteso le ricerche alle altre ambasciate, prima di arrivare a bussare alla porta dell’ostello del Milanese dove il puzzle è stato finalmente ricomposto.

A fornire agli inquirenti – che sono sempre rimasti in contatto, in questi giorni, con la procura di Como – il nome della vittima, oltre alla tessera dello stadio di Liverpool, era stato un messaggio della compagnia aerea Ryan Air arrivato sul cellulare del giovane che era stato preso in consegna dai militari dell’Arma. Un testo breve che ricordava il volo prenotato per il giorno successivo alla tragedia – ovvero per martedì alle 16.30 – da Milano a Vienna. Qui, il ventunenne avrebbe dovuto ricongiungersi con gli amici che aveva conosciuto precedentemente in un viaggio in treno.

Lunedì, invece, Favour e i suoi compagni di viaggio, avevano deciso di raggiungere insieme il Lago di Como. Il giovane italo-nigeriano tuttavia non si era portato dietro i documenti, lasciandoli nei bagagli all’ostello, pronti per il giorno successivo. Una volta in città aveva preso un battello della navigazione dove aveva conosciuto un turista inglese con cui si era fermato a Torno per passare un pomeriggio sul lago. Il resto della storia era già noto da tempo. Il giovane aveva chiesto di essere ripreso durante il tuffo nel lago, lasciando a quell’amico dell’ultima ora il telefono con cui effettuare il video. Fotogrammi che hanno ripreso attimo per attimo l’ultimo volo del turista che dalle acque del Lario non è più riemerso.

Ieri i carabinieri hanno raggiunto Belluno contattando il padre della vittima. Il genitore, dopo aver riconosciuto il figlio nei documenti, è partito alla volta di Como dove in queste ore effettuerà il riconoscimento anche della salma.

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