Il lago troppo basso diventa orto
Sugli argini pomodori e zucchine

Oltre ai danni alle rive sta passando così tanto tempo che le piante ormai prosperano a Lenno. Ieri il livello dell’acqua era ancora a -27 e non sono previste piogge sufficienti per la sua risalita

Il lago troppo basso diventa orto Sugli argini pomodori e zucchine
Il pomodoro fotografato da Luciano Luraghi sul lungolago Lomazzi a Lenno

Nella sua millenaria storia il Golfo di Venere a Lenno di esperienze ne deve aver vissute parecchie. Forse all’appello ne mancava ancora una: l’orto au bord du lac, a due passi dal lago.

Insomma un “chilometro zero” che più zero non si può. Proprio così. Un lettore, Luciano Luraghi, ha inviato a “La Provincia” le foto di alcune piante di pomodori che, complice la magra del Lario (ieri pomeriggio il lago era a meno 27 sotto lo zero idrometrico), stanno crescendo rigogliose all’inizio dei due rami del lungolago, a pochi metri da piazza XI Febbraio, il “salotto buono” lennese.

E con questo clima - con le temperature anche ieri sopra i 20 gradi nonostante l’autunno inoltrato - i pomodori spuntati su alcune delle piantine potrebbero pure maturare. Tanto il lago di risalire verso gli standard abituali proprio non ne vuole sapere.

Ma c’è dell’altro. Perché l’occhio attento di Giampiero Bianchi, lennese, 40 anni di militanza nella Coldiretti - nel cui vivaio di via Campo Marzio sono peraltro coltivate oltre 20 varietà di pomodori - interpellato da “La Provincia” (dopo un attento sopralluogo ieri mattina), ha scovato anche una pianta di zucchina che sta crescendo accanto ai pomodori.

Certo, si tratta di un qualcosa di mai visto, almeno a Lenno, mentre - scorrendo le cronache - un caso analogo era avvenuto diversi anni fa in zona Villa Olmo. Cosa potrà accedere ora? Di sicuro, per i prossimi giorni pomodori e la pianta di zucchina possono dormire sonni tranquilli.

Non sono previste precipitazioni e dunque il livello del lago non potrà che confermare il trend negativo delle ultime settimane, pardon degli ultimi mesi. Basti pensare che l’innesto dagli invasi di 7 milioni di metri cubi d’acqua - avvenuto negli ultimi giorni - è servito solo a tamponare la magra del Lario, che è arrivato a toccare anche quota meno 33,5 sotto lo zero idrometrico, in pratica a 6 centimetri e mezzo dalla linea del non ritorno del meno 40.

E così dopo ombrellone e sdraio spuntati in piena estate un metro abbondante dentro la riva (mai visto nulla di simile in tanti anni) in questi giorni il palcoscenico è toccato ad un orto spontaneo quanto - di sicuro - molto apprezzato. E le sorprese paiono proprio non essere finite qui.

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