Il vescovo in Valle  ai diciottenni: «Impegnatevi»
Il Vescovo assieme ai diciottenni impegnati nella Vegèta (Foto by Foto Selva)

Il vescovo in Valle

ai diciottenni: «Impegnatevi»

Schignano La visita in occasione della festa del Voto

Sotto la neve, caduta da metà mattina, accompagnato dal passo sicuro degli alpini, il vescovo Oscar Cantoni ieri ha raggiunto a piedi la chiesa di San Giovanni ad Occagno dove ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica della Festa del Voto alla Madonna Addolorata, che porta con sé cinque secoli di storia.

Un appuntamento molto atteso dalla comunità schignanese che coincide con la festa di San Giovanni Evangelista. Basti pensare che l’ultima presenza del vescovo di Como in occasione della Madonna Addolorata - allora era toccato a monsignor Felice Bonomini - risaliva addirittura al 1948.

«Tutta la comunità aspettava la visita del vescovo. Siamo lieti di accoglierla ed accogliere le sue parole, come già avvenuto ad Argegno in occasione della Santissima Trinità», il pensiero del prevosto don Renzo Gabuzzi (cui va la “regia” di questa giornata speciale). Da rimarcare anche la presenza di don Giovanni Quadranti, per 23 anni parroco di Schignano. Una giornata iniziata con l’incontro con ragazzi e ragazze del ’99 impegnati nella suggestiva “Vegèta”, riservati ai neo-diciottenni. E a loro e più in generale ai giovani si è rivolto “don Oscar” - come è affettuosamente chiamato a Tremezzina, sua terra natale - in un’omelia di rara intensità.

«Qui ho trovato un clima cordiale e fraterno. Vedo tante persone di età diverse. Ciascuno di voi e ciascuna famiglia si senta visitata dall’amore del Signore - ha esordito monsignor Cantoni - Volgo lo sguardo verso i diciottenni. Per loro questo è un momento strategico della vita, in cui sono chiamati a scelte che non sono provvisorie, ma che devono durare. A loro dico: impegnatevi, in base al tempo ed alle possibilità. Contribuite, sporcandovi un po’ le mani, a far crescere la società in cui siete nati e vivete, senza dimenticare le vostre radici. Perdere le proprie radici significa perdere il proprio futuro. La vita è fatta di impegno, fatiche e prove».

Una giornata di festa con tutte le Associazioni presenti (perno della comunità, ognuna con un dono per il vescovo Oscar), chiamate ad una ad una dal sindaco Ferruccio Rigola, al pari degli amministratori. Tanti anche i fedeli. «È una festa che portiamo nel cuore, conseguenza diretta di un voto fatto dagli schignanesi nel 1476 dopo aver debellato la peste - ha affermato il primo cittadino - La Festa del Voto alla Madonna Addolorata era l’occasione per Schignano - terra di emigranti - per ritrovarsi prima di ripartire. Un’occasione di incontro e saluto di cui andiamo fieri».

La celebrazione

Citazione d’obbligo anche per la cantoria, con un “Puer Natus” interpretato con grande coinvolgimento. A portare i saluti della comunità di Argegno, ci ha pensato il vicesindaco Anna Dotti (con tanto di invito al vescovo per “I Capell”, il Presepe Vivente del 1° gennaio).

Altra segnalazione doverosa per il saluto della comunità parrocchiale, affidato a Cesare Beretta: «In questo giorno dove da più di cinque secoli la nostra chiesa rende omaggio a Maria Addolorata - la Madre Celeste -, la sua presenza sia per noi un viatico per un’autentica e rinnovata devozione a questo giorno speciale. L’adorazione all’Addolorata è un tratto distintivo dell’identità schignanese».

La neve ha modificato il programma del pomeriggio. Niente processione per le vie di Occagno e fedeli riuniti in chiesa per i Vespri. Da segnalare che, in occasione della festività di San Giovanni, i coscritti del ’99 hanno messo all’incanto - secondo tradizione - l’icona donata da don Renzo Gabuzzi.

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