Il video dei Negrita  La Sighignola  più rock di Sanremo
I Negrita sul “balcone d’Italia” alla Sighignola, sopra Lanzo d’Intelvi, in un frame del video che accompagna il brano “I ragazzi stano bene” in concorso al Festival di Sanremo

Il video dei Negrita

La Sighignola

più rock di Sanremo

Girate ai 1.300 metri del “balcone d’Italia” molte delle immagini del brano in gara al Festival

Dall’Indonesia alla Valle d’Intelvi, dal “balcone d’Italia” di Lanzo al palco dell’Ariston di Sanremo.

Il terrazzo panoramico della Vetta della Sighignola diventa testimonial d’eccezione della canzone “I ragazzi stanno bene” che i Negrita stanno presentando al festival della canzone italiana a distanza di 16 anni dalla loro ultima apparizione nella “città dei fiori”.

Un video spettacolare diretto da Fabrizio Conte che spazia sconfinato dalle terre e dai bambini dell’Asia, alle vedute straordinarie del Balcone d’Italia e che regala un panorama mozzafiato sulla catena delle Alpi, sul Ceresio, la Valsolda e la Svizzera fino a raggiungere la Pianura Padana. Un luogo incantevole.

“Luogo del cuore del Fai” meta ogni anno di migliaia di turisti e villeggianti da ogni parte del mondo e che nel 2012 è stata la location del video de «La fine del mondo» di Gianna Nannini.

Nelle scorse settimana i Negrita hanno ambientato tra la Sighignola e l’Indonesia i quattro minuti di musica e di immagini del video che, complice il lancio al Festival di Sanremo, in due giorni ha superato le 40mila visualizzazioni su Youtube.

Giubbotti, guanti, berretti e una vista mozzafiato favorita da una giornata di sole limpida e dai 1.300 metri del “balcone”; così si sono presentati i Negrita sul “palco” della Sighignola, accompagnati da qualche strumento e una scenografia che ha puntato tutto sulla località, con quello sguardo verso l’infinito che pare sparanza e sogno.

Parla di solidarietà, speranza ma anche di cattiveria. Un testo tra i più graffianti, un inno contro la tratta dei migranti che la band toscana di Arezzo ha urlato con quel live rock a tutto il mondo per non perdere la speranza, a cercare un sogno da sognare, a ridere e a inseguire «un’alba che mette i brividi» .

E ancora nelle prime strofe Paolo “Pau” Bruni canta con la consueta grinta «per fare pace con il mondo dei confini e passaporti. Dei fantasmi sulle barche e di barche senza un porto come vuole un comandante a cui conviene il gioco sporco».


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