In viaggio da Mezzegra a Chernobyl
Alla scoperta dell’archeologia nucleare

Una vacanza di 72 ore nella cittadina di Prypjat, vicino alla centrale esplosa nel 1986. Michele Carminati: «Luoghi fantasma, sono tra i 6mila che visiteranno questi posti nel 2021»

In viaggio da Mezzegra a Chernobyl Alla scoperta dell’archeologia nucleare
Il “sarcofago” in cui si trova il reattore esploso il 26 aprile 1986

In Tremezzina (ma non solo) è noto da diversi anni per i suoi viaggi nei punti più disparati del mondo. Ma certo Michele Carminati, 38 anni, casa a Mezzegra (con lui l’amico e collega Basilio Vicini), ricorderà a lungo lo scorso fine settimana.

Una settantadue ore di rara intensità, che gli ha permesso di conoscere e visitare da vicino Chernobyl, luogo del disastro nucleare (era il 26 aprile 1986) rimasto scolpito nella memoria collettiva e la vicina cittadina di Prypjat, al confine con la Bielorussia e a quattro chilometri dall’ormai celebre “reattore 4”, che ancora oggi porta i segni di quella tragedia di immani dimensioni. Prypjat era la cittadina che ospitava i dipendenti della centrale nucleare.

«Ho organizzato tutto da solo come sempre. Di fatto sono tra le seimila persone che anche quest’anno visiteranno Chernobyl e Prypiat, ricordando che quanto accaduto in quell’aprile del 1986 rappresenta il più grave incidente della storia legato al nucleare civile - osserva Michele Carminati -. Prypiat è in tutto e per tutto una cittadina fantasma. Lì si trova la ruota panoramica, in stato di avanzato abbandono, che è divenuta uno dei simboli di questa tragedia. A Chernobyl ci sono circa duemila persone, che ogni due settimane devono lasciare la cittadina per ragioni legate sempre alla potenziale radioattività in essere. Anche se a livelli di radioattività ormai Chernobyl è più sicura di molti altri luoghi. Tutti gli elementi di criticità sono stati rimossi e il “reattore 4” è coperto da un sarcofago in acciaio. Era una visita che desideravo fare, dopo essermi documentato anche attraverso la famosa serie televisiva».

L’articolo completo su La Provincia in edicola oggi, 7 novembre

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