Isola, la locanda è chiusa  Sarà un’estate senza vip
Bruce Springsteen (e famiglia) con Benvenuto Puricelli a cena sull’isola nel 2009

Isola, la locanda è chiusa

Sarà un’estate senza vip

L’Accademia di Brera ha anche deciso di aprire un bando per la gestione di ristorante e bar, ma lo storico titolare Benvenuto Puricelli annuncia battaglia: «Pronto a partecipare»

Nell’anno del centenario della donazione all’Italia da parte di re Alberto I del Belgio, l’isola Comacina vivrà la prima estate senza Vip e questo perché la storica Locanda dell’Isola rimarrà chiusa.

Lo ha confermato ieri pomeriggio a “La Provincia”, facendo uno strappo alla proverbiale riservatezza, Benvenuto Puricelli, dal 1976 storico “oste” della Locanda, frequentata assiduamente da tutto, ma proprio tutto il jet set mondiale - dall’amico cardiochirurgo Christiaan Barnard al compianto Gianni Versace dall’illustre (quasi) concittadino George Clooney a Brad Pitt, senza dimenticare Madonna, Joe Cocker, Silvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, Bruce Springsteen, Robert De Niro e moltissimi altri.

L’emergenza Covid-19, ma anche una diatriba con la Fondazione Isola Comacina - che fa capo all’Accademia di Brera - legata in primis alla messa a norma degli scarichi (con la necessità di un impianto di depurazione autonomo) ha di fatto paralizzato l’attività per l’anno in corso. Non un anno qualunque per la Locanda dell’Isola Comacina e il sottostante bar (si tratta di un’unica concessione) e non solo per il centenario della donazione dal Belgio all’Italia.

Già perché la Fondazione Isola Comacina - dunque Brera - ha ufficialmente comunicato a Benvenuto Puricelli la disdetta del contratto di locazione commerciale, la cui scadenza è fissata per il prossimo 31 dicembre. Dunque, toccherà al Consiglio di Amministrazione della Fondazione - in cui per inciso siede anche il Comune di Tremezzina - dettare le linee guida per il futuro. Di certo, da qualsiasi prospettiva la si guardi, la decisione della Fondazione - il cui presidente è il medesimo dell’Accademia di Brera - rappresenta una svolta storica, anche se il futuro sembrerebbe tutto da scrivere. Se da un lato Brera sembra aver ben chiaro il da farsi (prova ne sia che la disdetta è arrivata nei termini di legge, con un anno d’anticipo rispetto alla naturale scadenza), dall’altro Benvenuto Puricelli fa sapere che «in caso di nuovo bando io ci sarò», ma «prima di tutto, c’è il pregresso da sistemare».


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