«La mia Angelica era un gioiello»  Oggi l’addio alla guerriera di Dongo
Una foto del gennaio scorso mentre celebra la raccolta fondi giunta a quota 100 mila euro

«La mia Angelica era un gioiello»

Oggi l’addio alla guerriera di Dongo

Nel pomeriggio i funerali della ragazza paladina della lotta alla fibrosi cistica

«Chi ha la salute è padrone del mondo». Lo ripeteva spesso, Angelica Angelinetta, nei messaggi che accompagnavano le sue molteplici iniziative a favore della ricerca sulla fibrosi cistica.

E oggi - il giorno dopo la brutta notizia della scomparsa della ragazza di 26 anni - lo ricordano in tanti. Anche Cristina Centrola, romana, mamma di una ragazza affetta da fibrosi cistica, che appreso dell’enorme successo della Marafibrositona si era rivolta ad Angelica per avere consigli su come organizzare una simile manifestazione nella capitale.

«L’esplosione di emozioni che ha saputo accendere Angelica continueremo ad avvertirla da nord a sud – scrive oggi – Significa saper vive e ce l’ha insegnato una ragazza del Lago di Como. Ciao Angelica, respira libera… chi ha salute è padrone del mondo e non lo sa».

La guerriera dell’Alto Lario ha fatto davvero tanto, consapevole che per lei non ci sarebbe stata via di guarigione: un impegno, il suo, per amore della vita. «Era il nostro gioiello – dice papà Stefano, affranto ma orgoglioso della figlia – Un gioiello non solo per la famiglia, ma per i tantissimi amici che aveva e le volevano bene». A soli 26 anni Angelica era diventata un esempio per chiunque: capace, nella sua situazione di svantaggio, di sollevare gli altri e di sollevare il mondo.

. Ieri sera, in una parrocchiale gremita, si è svolta una veglia di preghiera; quest’oggi, alle 14.30, l’ultimo saluto.

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