La scomparsa di Abbate  Il mondo dello sport si inchina
Una fotografia alla quale Tullio era particolarmente legato: quella con il pilota brasiliano Ayrton Senna

La scomparsa di Abbate

Il mondo dello sport si inchina

Tremezzina: centinaia di telefonate e messaggi di cordoglio per la scomparsa del grande pilota e costruttore. Un coro, da Patrese a Charles Leclerc

Questa mattina, sabato, Tullio Abbate tornerà nella sua Tremezzina, la terra (e il lago) che tanto amava, sotto choc per la sua scomparsa, avvenuta nella tarda mattinata di giovedì all’ospedale San Raffaele di Milano. Avrebbe compiuto 76 anni il prossimo 14 luglio.

Il “Mito”, il “Condottiero” e semplicemente “Senior” come lo chiamavano i collaboratori a lui più vicini dalla tarda mattinata di oggi sarà a Lenno presso la Sala del Commiato dell’impresa Soldarini. Nel rispetto delle norme sanitarie - dettate dall’emergenza in essere - si potrà tributare l’ultimo saluto all’uomo, all’imprenditore che ha saputo rivoluzionare con le sue linee e il suo estro nautica e motonautica, dando lustro nel mondo al nostro lago con largo anticipo rispetto all’attuale boom turistico.

Lunedì è prevista la tumulazione nella Cappella di famiglia nel cimitero di Tremezzo. Da giovedì, qualche minuto prima di mezzogiorno, i telefoni della famiglia Abbate hanno squillato di continuo. I cinque continenti hanno tributato il doveroso omaggio a Tullio Abbate. Il mondo dei motori si è mosso come raramente visto in passato. Impossibile citare tutti quelli che hanno telefonato e fatto sentire la loro vicinanza ai figli (Tullio jr, Cristina, Lucia, Paola e Monica) e ai famigliari. Piangeva Riccardo Patrese, 256 Gran Premi in Formula 1. «Lacrime dettate dal cuore. E’ stato il mio padrino di battesimo», dice Tullio jr. Anche Charles Leclerc, pilota monegasco dal 2019 alla Ferrari ha voluto far sentire la sua vicinanza alla famiglia Abbate. Non poteva mancare poi il tributo di un altro grande Jacky Ickx, lui che con Tullio Abbate aveva un legame speciale. Il “Jacky” ad Azzano di Mezzegra era di casa.

L’articolo completo su La Provincia di sabato 11 aprile


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